Emilia Romagna

Nuova Questura, il Tavolo ambientalista chiede di tornare al progetto ex Mangelli – Forlì24ore.it

Dubbi sul trasferimento nell’area ex Eridania: “Non si distrugga un ecosistema rinaturalizzato”

Il Tavolo delle Associazioni Ambientaliste interviene sul futuro della nuova sede della Polizia di Stato, richiamando l’attenzione su un progetto risalente al 2003 che prevedeva la realizzazione della Questura nell’area ex Orsi Mangelli, all’interno di un più ampio piano di riqualificazione urbana.

Secondo le associazioni, all’epoca vennero definiti i dettagli esecutivi del piano di trasformazione del sito industriale in un quartiere polifunzionale. Il progetto, firmato dallo studio Natalini, includeva esplicitamente un edificio destinato a ospitare la nuova sede della Polizia di Stato, in posizione strategica vicino alla stazione ferroviaria e alle principali vie di comunicazione. Nonostante l’approvazione del piano e l’avvio di interventi in altre parti del comparto, la costruzione della Questura si fermò per la mancanza di fondi statali, trasformandosi nel tempo in un “progetto fantasma”.

Una svolta è arrivata il 19 dicembre 2025 con la firma del Piano Città degli immobili pubblici, protocollo d’intesa tra Comune di Forlì, Agenzia del Demanio, Prefettura e Università di Bologna. Il documento individua una nuova collocazione per la Questura in una porzione dell’ex zuccherificio Eridania, nell’area a destra di via San Michele, conosciuta come “piccola Eridania”.

Le associazioni ambientaliste pongono ora diversi interrogativi: quali motivazioni hanno portato ad accantonare definitivamente l’ipotesi ex Mangelli? Se in passato il progetto si era bloccato per carenza di fondi statali, le risorse oggi disponibili per l’ex Eridania non potrebbero essere utilizzate per riprendere il piano originario? E ancora, perché collocare la nuova Questura in un’area che nel tempo si è trasformata in un habitat naturale di rilievo?

Secondo il Tavolo, l’area dell’ex Eridania rappresenta un importante polmone verde urbano, con funzioni di mitigazione climatica, purificazione dell’aria e assorbimento delle acque meteoriche, contribuendo alla tutela delle abitazioni circostanti. Negli ultimi dieci anni, inoltre, il bosco spontaneo sviluppatosi nel comparto è diventato sito di nidificazione per aironi cinerini, garzette, nitticore e altre specie protette.

Da qui l’appello rivolto alle istituzioni: valutare il recupero del progetto nell’area ex Mangelli ed evitare, secondo le associazioni, la compromissione di un ecosistema definito unico per la città. “L’ex Eridania non è un vuoto da riempire, ma un pieno di vita da proteggere”, è la posizione espressa dal Tavolo ambientalista.


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