L’assessore provinciale alla Sanità Messner: «Neonati morti, chiarezza e trasparenza» – Cronaca
BOLZANO. Otto indagati per la morte di due neonati prematuri all’ospedale di Bolzano, avvenuta il 12 agosto del 2025. La Procura, ora che è arrivata la prima perizia dei consulenti, ha iscritto nel registro degli indagati otto persone tra dirigenti medici e personale dell’Asl in relazione ai decessi. L’ipotesi di reato è omicidio colposo.
L’Asl conferma: «Otto indagati»
L’Azienda sanitaria dell’Alto Adige conferma l’iscrizione di otto persone nel registro degli indagati: «Offriamo la massima collaborazione alle autorità giudiziarie e attendiamo con fiducia la conclusioni delle indagini».
Messner, appello alla prudenza
L’assessore alla Sanità Hubert Messner, ex primario di Neonatologia al San Maurizio, si impegna a garantire trasparenza e chiarezza.«Rispetto pienamente l’operato della magistratura – dice – e vorrei dire con la massima chiarezza che l”iscrizione nel registro degli indagati non costituisce una condanna né un giudizio di colpevolezza. In questa fase rivolgo un appello alla prudenza e al senso di responsabilità, anche nel rispetto di tutte le persone coinvolte. Voglio ricordare, perchè sono stato medico anche io, che il personale sanitario lavora quotidianamente in contesti altamente complessi, difficili e sotto grande pressione. Al centro resta il dolore e la sofferenza delle famiglie che hanno perso il proprio figlio o la propria figlia. A loro va il mio pensiero piú profondo, il mio ed nostro impegno a garantire trasparenza e chiarezza».
I piccoli, nati alla 23 esima e alla 27 esima settimana di gestazione, erano stati infettati dal batterio Serratia marcescens, pericolosa per i neonati, specialmente se prematuri o in terapia intensiva, perché è un batterio “opportunista” capace di sfruttare un sistema immunitario immaturo e la presenza di presidi medici (cateteri) per causare infezioni gravi e talvolta letali, spesso resistenti ad alcuni antibiotici comuni.
I neonati morirono nel giro di poche ore all’interno del reparto di Terapia intensiva neonatale del capoluogo, diretta dal primario Alex Staffler, che al momento preferisce non commentare gli ultimi sviluppi dell’indagine.
Ricordiamo che tracce del batterio sarebbero state rilevate nel beccuccio e nei dispenser del detergente per piatti usato per lavare tettarelle e biberon. Tra le ipotesi non si esclude che qualcuna tra le persone che frequentano la Terapia intensiva neonatale sia entrata in una delle due cucine che si trovano in reparto, abbia toccato il dispenser contaminato con dentro il detersivo e con le mani contaminate abbia contribuito a diffondere il batterio.
La relazione degli esperti
La pm Francesca Sassani, già mesi fa, aveva nominato uno specialista in Medicina legale e uno specialista in Malattie infettive per condurre le analisi. In questi giorni la tanto attesa relazione, che chiarisce i primi accertamenti preliminari, è arrivata sul tavolo della pubblico ministero. Si tratta di un passo importante nell’ambito dell’indagine perché si possono cominciare a delineare le prime responsabilità. Verso l’autopsiaMercoledì verrà nominato un medico per eseguire l’autopsia sui due neonati, che da oltre 150 giorni sono custoditi nell’obitorio dell’ospedale. Solo dopo l’esame autoptico le famiglie delle vittime – due coppie italiane residenti in provincia – riceveranno il nulla osta alla sepoltura. «La loro priorità è riavere indietro le salme dei propri bimbi» ha spiegato l’avvocato Ernest Cuccarollo.
Gli fa eco il collega Nicola Nettis: «Le famiglie nutrono una tale fiducia nell’operato della magistratura che, nonostante il lungo tempo trascorso e la dolorosa attesa per la sepoltura, hanno compreso la necessità di tali indagini. A breve potranno finalmente esaudire il loro ultimo desiderio».
Rivedere i protocolli
Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università di Milano, aveva detto che «dopo quel che è successo l’Azienda sanitaria dovrebbe rivedere le procedure d’igiene». Secondo Hubert Messner, che lo scorso agosto aveva parlato con l’esperienza di ex primario della Neonatologia, la cura dei prematuri «è un compito molto complesso, che richiede la massima precisione medica e decisioni rapide in condizioni spesso difficili per questi piccoli pazienti molto vulnerabili. È proprio per questo che in questi reparti vengono applicati e implementati rigidi protocolli di igiene. Ma è chiaro che purtroppo non esiste una sicurezza al 100%».




