Economia

rischio chiusura per errori dal 5 marzo

Pos, una disattenzione può costare cara al cassiere e al negozio. Con più di quattro errori, compiuti in giorni diversi, oltre la sanzione da 100 euro per ogni digitazione inesatta, si può rischiare la chiusura dell’esercizio. Se da un lato, il tempo congruo, fornito dall’amministrazione finanziaria, per arrivare preparati al dialogo tra Pos e registratori telematici, dal prossimo 5 marzo, consente di effettuare il passaggio preparati, dall’altro, sale la preoccupazione per gli effetti di un rigore eccessivo delle sanzioni di fronte agli errori e alle disattenzioni, soprattutto nella prima fase di avvio.

Verifica preventiva e anagrafica

La preoccupazione emerge comune per i rappresentanti delle associazioni di imprese che stanno assistendo, in questa fase di preparazione, i loro iscritti e sono in continuo contatto con l’agenzia delle Entrate. Proprio per non sottovalutare la portata dell’adempimento, il passaparola che stanno veicolando le associazioni di imprese e gli acquirer (coloro che stipulano i contratti di gestione dei Pos) è di effettuare la verifica preventiva e anagrafica degli strumenti esistenti in azienda, magari anche dimenticati nei cassetti. Le Entrate possiedono già i dati, fronte acquirer, dei Pos distribuiti che siano essi fisici o virtuali; dal 5 marzo l’operatore, o un suo professionista delegato, entrerà nel cassetto fiscale e vedrà cosa è censito a suo nome, dovrà procedere a confermare gli abbinamenti o, in caso di anomalie, verificarle con i dati che avrebbe dovuto recuperare proprio in questi giorni.

La rivoluzione dei Pos e dei registratori di cassa, più dati al fisco

Le voci delle associazioni di imprese

Siamo di fronte a un grande fratello fiscale degli scontrini? Assolutamente no. «Non parlerei di un grande fratello fiscale sugli scontrini» sintetizza il pensiero di tutti gli interpellati Francesco Seminara, rappresentante fiscale di Confesercenti, «ma piuttosto di una maggiore interoperabilità delle banche dati, finalizzata a controlli più automatici.

Calma e gesso è il messaggio che trasmette Andrea Trevisani, responsabile fiscale di Confartigianato: «Il vero banco di prova si avrà dal 5 marzo quando il collegamento andrà realmente in funzione, la vera sfida sarà se risulteranno corrette le corrispondenze tra i Pos in dotazione e i dati che ha l’Agenzia. L’operazione sarebbe di per sé banale ma bisogna vedere se si completerà in modo coerente».

Altro punto di comune accordo, è che per i consumatori, in termini di prezzo nulla cambierà, l’operazione è a costo zero: «L’Agenzia ha scongiurato il collegamento fisico, consentendo quello logico» spiega Claudio Carpentieri, responsabile fiscale di Cna «questo vuol dire nessun costo di aggiornamento software o di cambio della macchina ma un collegamento tutto da gestire nel cassetto virtuale del contribuente con l’abbinamento logico delle macchine». «Rispetto all’ipotesi iniziale la soluzione trovata risolve molti problemi» considera il professor Umberto Filotto, segretario generale di Assofin, «l’Agenzia è stata molto attenta ed è riuscita a fare in modo che il collegamento avvenga in modo logico e non fisico, non c’è un atteggiamento ostile ma al contrario la volontà di risolvere le problematiche».


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