“Subito una moratoria”. Il Campidoglio annuncia il regolamento entro aprile
Non è più solo una questione di Trastevere o dei rioni storici. Il fenomeno delle case vacanza sta ridisegnando la geografia sociale della Capitale, svuotando i quartieri dai residenti per far posto ai trolley.
All’incontro “Non è un B&B, è Roma”, promosso dal Gruppo romano regolamentazione affitti brevi, sono stati presentati i dati di un’indagine della Sapienza che certifica il collasso: nel Tridente e a Monti, la “pressione ricettiva” ha abbondantemente superato quella residenziale.
In parole povere: ci sono più posti letto per turisti che case per chi a Roma ci vive e lavora.
L’algoritmo dello svuotamento: i dati della Sapienza
La ricerca universitaria ha acceso i riflettori su un effetto domino preoccupante. Zone fino a pochi anni fa considerate puramente residenziali sono ora nel mirino delle piattaforme online.
Lo studio analizza il rapporto tra posti letto turistici e popolazione residente, mettendo in luce come il mercato delle locazioni a lungo termine sia stato letteralmente divorato dalla redditività del daily use.
«È una battaglia per il diritto alla casa e per la vivibilità dei quartieri», hanno dichiarato Alberto Campailla e Maria Luisa Mirabile, portavoce del Gruppo promotore.
La richiesta all’amministrazione Gualtieri è netta:
Moratoria immediata: per evitare nuovi picchi nelle zone già sature.
Regime autorizzativo: un sistema di permessi stringenti e controlli finanziati.
Sanzioni pesanti: contro l’irregolarità e misure per incentivare il ritorno agli affitti lunghi.
La risposta del Comune: “Bozza pronta a primavera”
Al tavolo del confronto sedevano assessori e presidenti di commissione, chiamati a dare risposte concrete sui tempi.
Yuri Trombetti, presidente della commissione Patrimonio e Politiche abitative, ha raccolto la sfida: «Non vogliamo un regolamento punitivo, ma servono norme chiare per contenere un fenomeno che sta aggredendo la città. Questa è una spinta per noi a correre».
La data sul calendario è già segnata: la bozza del regolamento comunale dovrebbe vedere la luce tra la fine di marzo e l’inizio di aprile. Solo allora si aprirà il tavolo di confronto finale con le associazioni di categoria e i comitati civici.
Il rischio “deserto sociale”
Il timore delle associazioni è che il regolamento arrivi fuori tempo massimo, quando ormai il tessuto sociale di interi quartieri sarà compromesso.
Senza un limite al numero di licenze e una tassazione che scoraggi la trasformazione selvaggia degli appartamenti in strutture ricettive, il rischio è che Roma diventi una “città museo” bellissima da visitare, ma impossibile da abitare.
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