Liguria

Infrastrutture, botta e risposta a distanza tra Salvini e Salis sul no a Skymetro


Italia. Il no a Skymetro e la rinuncia ai finanziamenti torna sulla scena del dibattito politico su un asse Genova-Firenze-Roma, proprio nei giorni in cui si torna a parlare della mobilità in Val Bisagno per l’ipotesi della cabinovia. Il ministro dei Trasporti Matteo Salvini, dal capoluogo toscano, parlando di amministrazioni di centrosinistra alla ricerca di fondi statali, torna sul tema Skymetro accennando alla decisione della sindaca Silvia Salis di non andare avanti con il progetto Skymetro e quindi di aver rinunciato a “mezzo miliardo” di euro. La sindaca, a stretto giro, risponde: “Noi vogliamo opere veramente utili ai cittadini, con Salvini il ministero sembra quasi trasformarsi in un bancomat politico che eroga o nega risorse in base al colore di chi guida la città”.

Salvini: “Se Salis rinuncia a mezzo miliardo non si lamenti”

“Sono fantastici quei sindaci e quei governatori di sinistra che rappresentano un partito che ha fatto poco per 30 anni e adesso fa appelli tutti i giorni. Per carità, io cerco di dare tutto a tutti, non moltiplico i soldi, non li trovo, non li rubo di notte e cerco di rimediare al nulla della sinistra dei decenni passati”. Così il vicepremier e ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, a Firenze rispondendo ai cronisti su un appello di Eugenio Giani per non perdere fondi Pnrr da destinare alla nuova linea 4 della tramvia fra Le Piagge e Campi Bisenzio. Una situazione che – parlando sempre di infrastrutture – porta il leader della Lega ad attaccare anche la sindaca di Genova, Silvia Salis, sulla questione Skymetro.

“Il bilancio lo conoscete, stiamo investendo in Toscana una cifra che nessun governo della storia repubblicana mai ha investito e ne sono orgoglioso e lo faccio a prescindere dai colori dei sindaci o dei governatori. Mi aspetto la stessa considerazione”, ha proseguito Salvini. “Se ci sono progetti maturi noi li seguiamo – ha sottolineato – non posso dire a tutti di sì, evidentemente. Anche perché, diciamolo, a Firenze e in Toscana ogni tanto qualcuno cambia idea, sui percorsi, sui tracciati, sulle necessità, così come a Genova”.

“C’è il sindaco di Genova che si lamenta che siamo cattivi – ha evidenziato – No, se cambiano i progetti in corso, se rinunciano a dei progetti già finanziati, io non posso insistere sulla testa dei cittadini se un sindaco dice di no. A Genova hanno rinunciato a quasi mezzo miliardo di euro per lo Skymetro. Scelta legittima, politica del sindaco. Ma se rinunci a mezzo miliardo poi non ti puoi lamentare se non hai mezzo miliardo”.

Salis: “Salvini getta la maschera, ammette di aver castigato Genova”

“Finalmente il ministro Matteo Salvini getta la maschera e ammette che siccome Genova ha legittimamente rinunciato alla realizzazione dello Skymetro — un’opera inutile che praticamente nessuno voleva in Val Bisagno e che avrebbe pesantemente impattato sul tessuto urbano — allora il suo ministero ha deciso di penalizzarla togliendo finanziamenti già promessi per altre opere pubbliche necessarie”. Così Silvia Salis, commentando le recenti dichiarazioni del ministro.

“Se il ministro non dovesse essere stato informato, lo facciamo noi – prosegue Salis – parliamo di interventi che, a differenza dello Skymetro, sono fondamentali, urgenti e richiesti a gran voce dalla cittadinanza, come il prolungamento della metropolitana a Rivarolo o il collegamento strategico tra l’aeroporto e la ferrovia”.

Per la sindaca, “con Salvini il ministero sembra quasi trasformarsi in un bancomat politico che eroga o nega risorse in base al colore di chi guida la città in cui l’opera deve essere realizzata, invece di essere un’istituzione al servizio dei reali bisogni dei territori. E, quando può, castiga i cittadini che hanno deciso di non farsi governare dal centrodestra, come è successo a Genova”.

“Preoccupa inoltre – prosegue la sindaca – che il ministro non sia neppure stato informato del reale sviluppo del progetto dello Skymetro che avrebbe voluto vedere a Genova. Salvini sostiene che abbiamo rinunciato a quasi mezzo miliardo per un’opera già finanziata. La realtà, però, è un po’ differente. Il finanziamento concordato era di 398 milioni, cifra che sarebbe bastata a coprire solo una prima tratta. Salvini sembra dimenticare che, nel corso degli anni, i costi per l’intera opera sono lievitati di pari passo con il moltiplicarsi dei progetti ed hanno raggiunto i 585 milioni. Peraltro, senza nemmeno contemplare le risorse necessarie per l’abbattimento e il trasferimento della scuola Firpo, un passaggio obbligato secondo l’ultima versione progettuale presentata”.

“Governare – conclude Salis – significa scegliere le opere che servono davvero ai cittadini. Genova vuole che le risorse pubbliche vengano spese per opere utili, sostenibili e tecnicamente realizzabili, non a piantare bandierine politiche. E per questo chiede la collaborazione di tutte le istituzioni”.




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