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guidò Maradona nel suo esordio in Serie A

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Il calcio italiano piange la scomparsa di Rino Marchesi, figura storica della panchina che ha legato il suo nome a squadre prestigiose come Napoli e Juventus. L’ex allenatore si è spento all’età di 88 anni, come comunicato dal club partenopeo attraverso una nota ufficiale.

Nato a San Giuliano Milanese, Marchesi ha attraversato oltre mezzo secolo di calcio italiano, prima come calciatore e poi come tecnico. La sua carriera in campo lo ha visto protagonista con le maglie di Atalanta, Fiorentina e Lazio, conquistando un importante double con i viola nella stagione 1960-61: Coppa Italia e Coppa delle Coppe. Il suo talento gli valse anche due presenze con la Nazionale italiana, con il debutto in un’amichevole contro l’Argentina vinta 4-1 nel giugno del 1961.

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Ma è sulla panchina che Marchesi ha lasciato il segno più profondo nel calcio italiano. Dopo gli esordi al Montevarchi nel 1973, la sua carriera da allenatore si è sviluppata attraverso un percorso che lo ha portato a guidare sia squadre di provincia come Mantova, Ternana e Avellino, sia club di primo piano.

Il periodo più brillante della sua carriera coincide con l’esperienza al Napoli, dove ha vissuto due cicli significativi: dal 1980 al 1982 e dal 1984 al 1985. Nella stagione 1980-81 sfiorò un’impresa storica, portando gli azzurri al terzo posto in campionato, molto vicini al loro primo scudetto. Ma il suo nome resterà per sempre legato anche all’arrivo di Diego Armando Maradona in Italia: Marchesi fu infatti il primo tecnico italiano a guidare il fuoriclasse argentino in Serie A.

La sua carriera proseguì alla Juventus, dove però non riuscì a replicare i successi precedenti. La squadra bianconera era ormai alla fine del ciclo di Michel Platini e necessitava di un profondo rinnovamento. L’ultima esperienza significativa fu sulla panchina del Lecce, conclusasi con una retrocessione in Serie B nel 1994 che segnò di fatto il termine della sua attività da allenatore.

Marchesi si è sempre distinto per il suo stile pacato e professionale, lontano dalle polemiche e dai riflettori. Il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis, insieme a tutto il club, ha espresso il proprio cordoglio ricordandolo come “un’icona del calcio ed esemplare professionista”.

La sua scomparsa rappresenta una perdita significativa per il calcio italiano, di cui è stato protagonista discreto ma autorevole per oltre quarant’anni, contribuendo alla crescita tecnica e tattica di numerosi giocatori e lasciando un’impronta indelebile nella storia di club prestigiosi come Napoli e Juventus.


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