Tramandare la memoria per costruire il futuro
Il 3 marzo 2026 alle ore 18 al Centro Culturale Gabriella Ferri in via delle Cave di Pietralata 76, la Demea Eventi Culturali, agenzia specializzata nell’organizzazione di incontri, in collaborazione con il Municipio IV di Roma propone un importante evento culturale rivolto alla cittadinanza per parlare di legalità e giustizia attraverso la presentazione del libro Mio fratello. Tutta una vita con Peppino di Giovanni Impastato.
L’incontro è moderato da Adriana Pannitteri, giornalista RAI, e partecipano Maurizio Rossi, Assessore alla Cultura e alla Memoria del Municipio IV, e il Direttore della Demea Eventi Culturali Antonio Oliveri.
L’incontro si svolge alla presenza dell’Associazione Libera Roma e del suo referente Davide Biscotti.
L’evento è finalizzato a sensibilizzare sul tema della legalità, della giustizia e del contrasto alle mafie in preparazione alla Giornata Nazionale della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie del 21 marzo.
MIO FRATELLO. TUTTA UNA VITA CON PEPPINO Libreria Pienogiorno, 2021, Euro 17,90
Un racconto che si dipana a partire da un comune della città metropolitana di Palermo, Cinisi, e da una famiglia di agricoltori legati alla mafia locale: il padre Luigi era stato inviato al confino durante il periodo fascista, e suo cognato, Cesare Manzella, ucciso in un attentato, era il capomafia del paese, uno dei boss che per primi individuarono nel traffico di droga il nuovo strumento di accumulazione di denaro e potere.
È in questa famiglia che nasce Peppino, e cinque anni più tardi anche Giovanni, dopo che un altro fratello che portava lo stesso nome era morto ancora piccolissimo. È da qui che si sviluppa la vicenda rivoluzionaria, drammatica, coraggiosa e libera del ragazzo destinato a diventare il più contagioso degli attivisti della lotta antimafia.
Una storia che non si interrompe affatto con l’uccisione di Peppino, ma che continua per altri quarant’anni intrecciandosi a quella del nostro Paese, e disvelandone spesso complicità e opacità.
Quella storia Giovanni l’ha vissuta tutta, camminando con Peppino ben oltre i cento passi che per convenzione distanziavano la loro casa da quella di Gaetano Badalamenti, ‘u ziu Tano. Invecchiando, lui sì, mentre Peppino, suo fratello maggiore, restava per sempre ragazzo.
Ma quei passi ora sono diventati milioni.
GIOVANNI IMPASTATO, nato a Cinisi nel 1953, è fratello minore di Peppino, ucciso dalla mafia nel 1978. Ha raccolto la sua eredità e portato avanti la lotta che il fratello aveva cominciato a intraprendere.
È tra i fondatori di Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato, impegnata nella sensibilizzazione e nel contrasto alla criminalità organizzata. La sua voce accorata e sincera racconta il conflitto di chi ha vissuto la mafia e l’antimafia all’interno delle mura domestiche, e la successiva battaglia nel nome della legalità e della verità.
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