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Iran, Vahidi è il nuovo comandante Pasdaran. Fu ministro della difesa di Ahmadinejad

I media iraniani hanno presentato Ahmad Vahidi – ex ministro della Difesa sotto Ahmadinejad e dell’Interno con il presidente Raisi – come nuovo comandante del Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica (Irgc). Falco dai metodi brutali, Vahidi è soggetto a sanzioni da parte degli Stati Uniti per il suo ruolo nella repressione delle proteste in Iran, tra cui quelle animate dal movimento ‘Donna, Vita, Liberta» nel 2020.

Alcuni media come Radio Farda fanno notare che non è chiaro chi abbia deciso la nomina di Vahidi, considerato che sia la Guida Suprema, Ali Khamenei, che era anche comandante in capo, e Ahmad Mousavi, capo di Stato maggiore, sono stati uccisi nei raid americani e israeliani sull’Iran ieri.

Originario di Shiraz, il generale Vahidi succede a Mohammad Pakpour, di cui era vice, anche lui morto nell’offensiva di ieri su Teheran. Vahidi è considerato uno dei comandanti di lunga data e uno dei principali responsabili della sicurezza nell’Irgc. E’ stato il predecessore di Qassem Soleimani alla guida della Forza Quds, unità d’èlite dei Pasdaran. Soleimani è morto in un raid americano a Baghdad, ordinato da Donald Trump nel suo primo mandato da presidente, nel 2020.

Da ministro dell’Interno, Vahidi ha avuto la supervisione della Polizia nazionale iraniana (Lef), «uno dei principali apparati di sicurezza del governo iraniano per il mantenimento della stabilità interna», secondo il dipartimento del Tesoro Usa. La Polizia iraniana è uno strumento chiave della repressione di proteste e dissenso con una lunga storia di uso della forza letale contro i manifestanti. In passato, Vahidi aveva avvertito le donne iraniane che le forze di sicurezza non avrebbero tollerato chi «infrangeva le regole» sull’obbligo dell’hijab e aveva minacciato esplicitamente le manifestanti che continuavano a sfidare il regime, scendendo in piazza a capo scoperto.

Vahidi è anche nella «lista dei ricercati» dell’Interpol dal 2007, su richiesta delle autorità argentine, dove è ricercato per il suo coinvolgimento nell’attentato del 1994 al centro ebraico Amia di Buenos Aires, in cui persero la vita 85 persone e ne ferirono oltre 300. Il regime iraniano ha respinto le accuse.

La giornalista esperta di Medio Oriente Kim Ghattas ricorda che Vahidi fu coinvolto nello scandalo Iran-Contra del 1986: durante la presidenza Reagan, alti funzionari vendettero segretamente armi all’Iran (già sotto embargo) per liberare ostaggi americani di Hezbollah Libano e usarono il ricavato per finanziare illegalmente i gruppi armati controrivoluzionari nicaraguensi (Contras).

Mohammad Ali Shabani, giornalista del sito Amwajmedia, lo ha definito «brutale». In confronto a Vahidi «Pakpour e Salami – i due precedenti capi dei Pasdaran entrambi uccisi – sembrano due scolaretti», ha scritto su X.


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