Migliaia di voli cancellati, spazi aerei chiusi: cosa succede nei cieli del Medio Oriente
Il caos più totale: tra voli cancellati e spazi aerei chiusi, l’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran con la risposta di Teheran sta causando la paralisi più imponente del traffico mondiale che ha pochi precedenti, forse nessuno, nella storia.
Un blocco imponente
Le ultime 24 ore sono state davvero ingestibili: nel complesso sono stati cancellati oltre 5mila voli aerei (compresa domenica 1° marzo) e la situazione è ben lungi dallo sbloccarsi. I raid missilistici impediscono, ovviamente, che i voli civili possano percorrere le classiche “autostrade del cielo” con l’imponente blocco non soltanto a terra con due snodi principali fermi come Dubai e Doha, ma anche nello spazio aereo soprastante che riguarda un’area talmente vasta che si tratta della più grande interruzione di tutto il traffico aereo del mondo.
Cosa succede ai passeggeri
In questo modo, decine di migliaia di passeggeri non possono far rientro nei loro Paesi: tra chi è bloccato negli aeroporti e chi, mentre era in volo, non è potuto rientrare a casa si stima che i disagi riguardano davvero un numero imponente di persone. Soltanto il 28 febbraio quasi cento aerei delle più grandi compagnie mondiali (da Emirates a Etihad a Qatar Airways) con circa 25mila persone a bordo si sono ritrovati nel caos perché all’interno dello spazio aereo teatro della guerra.
Le cancellazioni sono state quasi un migliaio, ovvero circa il 23% del traffico totale di voli in arrivo nei Paesi del Medio Oriente come fa sapere la piattaforma Cirium. I dirottamenti, invece, hanno interessato poco più di 50 aerei.
La nota di Air France
Problemi su problemi: i dirottamenti hanno determinati scali pieni di aerei, molti vettori quindi hanno dovuto “scegliere” aeroporti più liberi e piste alternative per problemi logistici non indifferenti. “A seguito degli eventi tra Israele e Iran, Bruxelles, Londra Heathrow e Zurigo sono chiusi come aeroporti alternativi a causa della congestione dei parcheggi”, ha scritto Air France al volo AF871 da Città del Capo a Parigi.
Spazi aerei chiusi
Questa mattina, per esempio, l’effetto dello spazio chiuso nei cieli in Medio Oriente ha causato problemi anche a Boeing ed Aribus che si trovano in Australia costretti a rimanere a terra in attesa di avere comunicazioni. In tal senso, le informazioni si moltiplicano: l’Easa (Agenzia dell’Unione Europea per la sicurezza aerea) fa sapere che almeno fino a tutto il 2 marzo lo spazio aereo sul Medio Oriente è sconsigliato oltre a essere chiuso.
Le maggiori compagnie aeree (Emirates e Qatar Airways) avvisano i piloti di “non partire o tornare indietro”, ma c’è anche dell’altro. “A causa della chiusura dello spazio aereo negli Emirati, a Doha, in Bahrein, Iran e Iraq fino a nuovo avviso, vi chiediamo di pianificare una deviazione verso l’aeroporto di partenza”.
Per dare un’idea della complessità e pericolosità della situazione internazionale, come ha pubblicato il Corriere,
il centro di controllo piloti della Lufthansa ha avvisato l’equipaggio dell’LH756 partito da Francoforte in direzione di Mumbai di aver “visto un lancio di missile dall’estremo Nord-Ovest dell’Iran verso il Mediterraneo”.
Source link




