Perugia senza anima. Con il Pineto l’ennesimo flop di un campionato sempre più in salita

di Carlo Forciniti
C’è stato un tempo neanche troppo lontano in cui il Perugia era calcisticamente vivo. In difficoltà, in chiara difficoltà dato il disastroso inizio di campionato, ma vivo. Una versione del Grifo che dall’avvento di Giovanni Tedesco in panchina aveva mostrato qualche segnale incoraggiante sparso qua e là. Addirittura in trasferta, dove all’alba del 2026 era tornato a vincere dopo più di un anno.
Illusione Il blitz di Guidonia sembrava poter tradursi in una vittoria da potenziali fuochi d’artificio. Progressivamente tradottisi, però, in fuochi fatui. Quel 2-1 esterno che seguiva al 4-0 rifilato al Forlì, induceva ad immaginare un finale di stagione improntato al (cauto) ottimismo. Ed invece, nelle ultime settimane il Grifo è tornato sinistramente (e pericolosamente) ad assomigliare alla squadra, anzi alla non squadra, vista nella prima parte di campionato sotto la guida di Cangelosi prima e di Braglia poi.
Nessuna svolta Con l’aggravante che dal mercato di gennaio sono arrivati alcuni giocatori in grado di ridare – almeno sulla carta – colore all’annata, pur al netto di una condizione fisica da limare o da ritrovare. Al momento, quei grifoni che avrebbero potuto rappresentare un’arma in più al crepuscolo della stagione, non stanno incidendo. Come continua a non incidere gran parte del gruppo che ha inaugurato l’annata. Nel corso del 2025-2026, il Perugia è stato montato, smontato e rimontato più volte. Sono cambiati moduli ed interpreti, allenatori e parte dello staff tecnico. A non cambiare è sostanzialmente stato il percorso: mediocre e deficitario nel medio, lungo periodo. La classifica è lì a testimoniarlo.
Flop Al Curi la squadra non va. Ammesso che sia mai realmente andata. Nell’ultimo turno con il Pineto, l’ennesima disarmante dimostrazione d’impotenza. Alla vigilia Tedesco aveva rimarcato come i giocatori fossero consci dell’importanza del momento, di una fase del campionato che non concede quasi più passi falsi. Ventiquattro ore più tardi, di fronte al proprio pubblico è scesa in campo una versione biancorossa senza idee, ma cosa ancora più preoccupante, all’apparenza senza carattere, imbrigliata dalle proprie paure, dai propri limiti mentali prima che tecnici. Fin dall’inizio. Come già visto di recente contro il Bra ed il Gubbio. Altre due gare interne in cui l’approccio non è stato all’altezza.Il ritiro che inizierà nei prossimi giorni potrebbe aiutare a solleticare e risvegliare l’orgoglio di un gruppo reduce da appena un punto totalizzato nelle ultime tre partite. Tre partite che hanno fatto risprofondare il Perugia in un baratro che sembra senza fine.
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