Caserta e il disastro delle piscine. “Chiarezza su via Laviano e corso Giannone”

La gestione degli impianti sportivi a Caserta è ormai al collasso, tra cantieri fermi e strutture chiuse da anni. Lo Stadio del Nuoto di via Laviano, di competenza provinciale, resta un cantiere bloccato nonostante gli annunci di interventi milionari, mentre la piscina di corso Giannone, sotto la giurisdizione comunale, è inaccessibile dall’inizio del 2023 a causa di criticità strutturali e carenze documentali.
In questo contesto, le voci di un possibile utilizzo della piscina comunale da parte della Provincia come soluzione tampone per compensare la chiusura di via Laviano hanno suscitato indignazione. «È una beffa logica – commenta l’avvocato Pasquale Napoletano – Come può una struttura comunale inagibile, senza calcoli strutturali, soccorrere un’altra piscina anch’essa chiusa per lavori? Non si risolve un’emergenza sommando una paralisi a un’altra».
Napoletano chiede trasparenza e concretezza agli enti responsabili. In particolare sollecita alla Provincia e ai Commissari straordinari del Comune di Caserta di chiarire immediatamente qualsiasi ipotesi di ripiego tra le due strutture, fornire un cronoprogramma realistico per il completamento dei lavori a via Laviano e fissare scadenze certe per la conclusione dei calcoli strutturali a corso Giannone, condizione imprescindibile per un bando di gestione sostenibile.
“Basta protocolli d’intesa che non portano all’apertura dei cantieri o dei cancelli – afferma Napoletano – La città non può più accontentarsi di annunci o di “sembrerebbe”. È ora di dare collaudi, date certe e restituire ai cittadini il diritto allo sport”.
La critica si inserisce in un quadro più ampio di inefficienze amministrative che rischiano di compromettere la pratica sportiva e l’eccellenza agonistica del territorio, mettendo a rischio società già pronte a investire e partecipare a competizioni internazionali.
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