61enne accerchiato dalla banda dei borseggiatori a Tiburtina
La tecnica è quella consolidata del “muro”: uno spintone per distrarre la vittima, il corpo a fare da scudo per coprire la mano lesta e la fuga rapida verso le porte scorrevoli.
Questa volta, però, il piano della banda è saltato grazie all’intervento dei Carabinieri della Stazione Roma Viale Eritrea, che hanno intercettato il trio proprio mentre tentava di dileguarsi tra i pendolari.
Il blitz in banchina
I tre fermati — cittadini romeni senza fissa dimora e con una lunga lista di precedenti alle spalle — avevano scelto con cura la preda.
Dopo aver circondato il 61enne all’altezza della fermata Tiburtina, lo hanno spintonato violentemente contro il vagone per sottrargli il portafoglio con destrezza.
La refurtiva è stata recuperata integralmente dai militari e riconsegnata all’uomo, ancora scosso per l’aggressione subita.
Destini diversi per i complici
Per i due maggiorenni del gruppo sono scattate immediatamente le manette e il trasferimento in tribunale per il rito direttissimo.
Diverso il percorso per il terzo complice, un minore di soli 14 anni: per lui si sono aperte le porte del centro di prima accoglienza “Virginia Agnelli”, dove rimarrà a disposizione dell’Autorità Giudiziaria minorile.
Tolleranza zero nel quartiere Nomentano
L’operazione dei Carabinieri non si è fermata ai binari della metro. Nelle stesse ore, i militari della Stazione Piazza Bologna hanno rintracciato e denunciato un 39enne, anche lui cittadino romeno, responsabile del furto di un cellulare all’interno di un negozio della zona.
Per lui è scattato un provvedimento drastico: l’ordine di allontanamento immediato dalla “zona rossa” del quartiere Nomentano, una misura volta a decongestionare l’area dai soggetti dediti ai reati predatori.
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