Erosione costiera, le osservazioni di lista Emiliano e Rete Civica – BarlettaLive.it
“Leggendo il comunicato relativo alla situazione di Barletta, emerge un quadro inquietante, non tanto per l’erosione in sé — che è un processo naturale — quanto per l’approccio amministrativo descritto. La lista dei convocati in Commissione Ambiente sembra un elenco di “uffici” e “poltrone”, ma brilla per un’assenza clamorosa: il geologo di campo”, osserva l’avvocato Gennaro Antonio Rociola, Segretario cittadino della lista Emiliano.
“È paradossale che per affrontare il dissesto idrogeologico si convochino assessori al bilancio, alle infrastrutture e al demanio, ignorando chi la terra e il mare li studia per professione. L’errore metodologico: trattare l’erosione costiera come un “problema stradale” o un ostacolo al Jova Summer Party è superficiale. Non si tratta di riparare una buca, ma di capire perché il mare si sta riprendendo lo spazio. Senza una modellistica sedimentologica e una relazione geologica tecnica, il rischio è che la “soluzione rapida” invocata dai consiglieri si traduca nel solito getto di massi ciclopici (scogliere) che sposterà il problema pochi metri più avanti, devastando altri tratti di litorale.
Perché Barletta “affonda”? L’erosione marina non è un evento meteo avverso, ma il risultato della rottura dell’equilibrio del bilancio sedimentario. La litoranea di Levante risente storicamente delle dinamiche dell’Ofanto. La costruzione di dighe e l’estrazione di inerti nell’alveo dei fiumi hanno ridotto drasticamente la quantità di sabbia che arriva a mare. Il mare, “affamato” di sedimenti, li preleva direttamente dalla spiaggia emersa. Quando costruiamo strade e infrastrutture troppo vicine alla linea di riva, impediamo alla spiaggia di muoversi. La spiaggia è un corpo elastico; se la “sigilliamo” con l’asfalto, l’energia delle onde non viene dissipata ma rimbalza, scavando ancora più a fondo.
Possibili Soluzioni: Oltre l’emergenza
Se la Commissione vuole davvero risolvere il problema e non solo fare un “tampone” elettorale, le opzioni tecniche sono diverse:
- Invece di barriere di scogli (che riflettono l’energia e scavano il fondale), si inietta sabbia compatibile per granulometria e composizione mineralogica a quella nativa. È un intervento che rispetta l’ecosistema, ma richiede monitoraggio costante da parte di geologi marini.
- Strutture poste sotto il livello dell’acqua che rompono l’energia dell’onda prima che arrivi a riva, permettendo al sedimento di depositarsi anziché essere asportato.
- La soluzione più difficile politicamente ma la più onesta scientificamente è che se una strada è costruita dove il mare vuole stare, la soluzione non è combattere il mare, ma spostare la strada. In un’ottica di innalzamento dei mari dovuto al cambiamento climatico, l’arretramento delle infrastrutture è l’unica strategia resiliente a lungo termine.
L’urgenza per la stagione estiva e i grandi eventi non deve diventare il pretesto per interventi selvaggi. La geologia non segue i tempi della politica. Senza uno studio serio della corrente di deriva litoranea (che trasporta i sedimenti lungo la costa di Barletta), qualsiasi opera sarà solo un costoso e temporaneo palliativo”, conclude Rociola.
Anche Rete Civica Barletta interviene con fermezza sul tema dell’erosione costiera che sta compromettendo la sicurezza della litoranea di Levante, ribadendo “una verità tanto evidente quanto scomoda: ancora una volta sono stati i cittadini ad anticipare la politica, non il contrario.
La recente richiesta di audizione in Commissione Ambiente della Regione Puglia avanzata da alcuni consiglieri regionali barlettani rappresenta certamente un passaggio istituzionale importante, ma giunge solo dopo la denuncia pubblica e la mobilitazione civica che, nei giorni scorsi, ha portato all’adozione dell’ordinanza di chiusura del tratto stradale da parte del Comune di Barletta.
È doveroso ricordare che il fenomeno erosivo non è nato ieri. Si tratta di una criticità nota da decenni, ignorata sistematicamente da chi aveva il dovere di programmare, prevenire e intervenire. Solo grazie alla segnalazione puntuale e responsabile di cittadini attenti e consapevoli si è arrivati finalmente a un primo, seppur tardivo, provvedimento di tutela della pubblica incolumità.
Rete Civica Barletta rivendica con orgoglio il proprio ruolo di stimolo e vigilanza civica. In assenza di una visione e di una programmazione adeguata da parte delle istituzioni, sono stati ancora una volta i cittadini a svolgere la funzione di sentinelle del territorio, supplendo a ritardi e omissioni che oggi gli stessi protagonisti della politica tentano di mascherare con dichiarazioni e iniziative tardive.
Ciò che sorprende e amareggia non è soltanto il ritardo dell’azione politica, ma anche la totale assenza di onestà intellettuale nel riconoscere il contributo determinante della cittadinanza attiva. Solo il tentativo, ormai evidente, di appropriarsi di meriti che appartengono esclusivamente a chi vive quotidianamente il territorio e ne difende il futuro. Rete Civica Barletta continuerà, con determinazione e spirito civico, a svolgere il proprio ruolo di controllo, denuncia e proposta, nell’esclusivo interesse della comunità. Perché la tutela della città non può essere affidata alla convenienza del momento, ma deve essere il frutto di un impegno costante, serio e responsabile”.
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