Economia

Netflix si sfila, ora Warner Bros Discovery va dritta verso Paramount Skydance


Accanto al dato politico, dietro le quinte i numeri raccontano una battaglia vera. Netflix aveva firmato a dicembre un accordo da 27,75 dollari ad azione, valutazione complessiva vicina agli 83 miliardi di dollari (debito incluso). Poi Paramount Skydance ha alzato la posta: non un pezzo, ma tutta Wbd, con dentro Hbo, Cnn, le reti via cavo e l’ossatura di uno studio che a Hollywood pesa come un cognome. L’ultima offerta, presentata il 24 febbraio, porta la valutazione a circa 111 miliardi. Non solo: più garanzie, più penali, più assicurazioni.

La proposta Paramount-Skydance infatti è un pacchetto con i bordi rinforzati: una commissione di 0,25 dollari ad azione per ogni trimestre di ritardo oltre fine settembre; una penale regolatoria da 7 miliardi se l’affare si schianta contro le autorità; e perfino l’impegno a coprire la termination fee da 2,8 miliardi che Warner dovrebbe versare a Netflix per rompere l’intesa di dicembre.

Netflix prova a salvare la faccia senza fare la guerra: ringrazia, elenca i nomi, ribadisce il profilo “sano” dell’azienda e torna a parlare la lingua che le è più comoda: catalogo, crescita organica, investimenti, buyback. «Quest’anno investiremo circa 20 miliardi di dollari in film e serie di qualità e amplieremo la nostra offerta di intrattenimento. Riprenderemo anche il nostro programma di riacquisto di azioni».

E Paramount-Skydance? Per David Ellison – 43 anni, già rafforzato dalla fusione della sua Skydance con Paramount che gli ha consegnato studio, streaming e reti come Cbs e Mtv – questa è la strada larga. In questi mesi, la campagna è stata “multipla”: offerta privata, tender offer, minaccia di proxy fight, pressione su regolatori e politici, viaggi a Washington. E soprattutto un dettaglio che, a Hollywood, suona come una garanzia di sceneggiatura: garanzie personali su oltre 40 miliardi di equity da parte del padre Larry Ellison, co fondatore di Oracle, uno degli uomini più ricchi del mondo.

Ora resta il passaggio più delicato: le approvazioni. Paramount ha sostenuto che il suo disegno sarebbe visto meglio dai regolatori rispetto a un’operazione con Netflix; il colosso di Los Gatos ha replicato accusando l’avversario di «aver travisato il processo di revisione normativa». Ma intanto la scena è cambiata: l’asta, che pareva destinata a una nuova escalation, si sgonfia di colpo. E ora Paramount Skydance sente l’odore del traguardo.


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