Tra la frasca e l’algoritmo
28.02.2026 – 17.30 – Tra la frasca e l’algoritmo c’è un punto d’incontro, dove la natura e la logica si toccano. Noi pensiamo che ci siano epoche che si accorgono di cambiare. Ci sono anche epoche che cambiano senza accorgersene. In realtà, il nostro progetto appartiene alla seconda categoria. Parliamo di politica, di economia, di emergenze di tutti i giorni. Intanto, due cambiamenti molto diversi si muovono sotto la superficie. Quei cambiamenti non compaiono nei titoli dei giornali, non urlano in prima pagina, ma proprio per questo crediamo che dobbiamo prestarvi attenzione. Quei cambiamenti non parlano solo di ciò che succede, ma del modo in cui continuiamo a vivere come comunità. Mostrano come conserviamo ciò che siamo stati e come costruiamo ciò che diventeremo.
Grazie a questa consapevolezza, nasce il nuovo fine settimana di Faglia Doppia.
Agata Cragnolin e Eleonora Carcarino hanno firmato il primo approfondimento. Ci porta in un luogo che esiste da secoli e che, proprio per questo, rischiamo di non vedere più. Le osmize del Carso non sono una scoperta recente. Non sono una moda. Non sono nemmeno, in senso stretto, un’attività commerciale. Sono una sopravvivenza. Sopravvivono alle variazioni, al turismo organizzato, all’uniformità del gusto, alla trasformazione del vino in un prodotto globale. Sopravvivono perché non si sono ancora adattate del tutto. Aprono quando riescono, non quando è più conveniente. Offrono quello che hanno, non quello che il mercato vuole. Non promettono esperienze, ma garantiscono continuità. Secondo noi, questa fedeltà a sé stesse è proprio ciò che le mantiene in vita. Viviamo in un’epoca in cui tutto è sempre disponibile. L’osmiza rimane un modo per porre un limite. A noi sembra che il limite, oggi, sia una delle cose più rare.
La seconda tappa di questo fine settimana, firmata da Nicole Marsetti e Benedetta Marchetti, ci porta in una direzione diversa. La seconda tappa non è una permanenza: è una trasformazione. La seconda tappa non è una ripetizione: è una discontinuità. A noi sembra che voglia spingerci fuori dalla routine. L’intelligenza artificiale sta entrando nel cuore della produzione scientifica, non più solo come strumento ma come parte fondamentale. Noi vediamo l’intelligenza artificiale cambiare la conoscenza: la conoscenza non è più solo scritta su carta; ora viene messa in ordine, viene cercata, viene resa più facile da usare in nuovi modi. Le Agentic Publications mostrano questo cambiamento: trasformano la scienza da semplice racconto a vero sistema. Noi sentiamo che la scienza sta cambiando davvero. Secondo noi non è una questione tecnica, è una questione culturale. Cambia il rapporto tra chi produce sapere e chi lo riceve. Cambia il tempo per capire le cose. Cambia soprattutto l’idea di che cosa significhi conoscere qualcosa. Questa trasformazione coinvolge anche Elettra Sincrotrone di Trieste. Non è un semplice dettaglio: è la prova che il cambiamento non avviene da qualche parte lontano. Il cambiamento avviene qui, nei luoghi in cui viviamo, nei sistemi che operano senza fare rumore. A noi sembra chiaro che questi sistemi stiano ridefinendo il nostro rapporto con la realtà.
Le osmize non hanno nulla in comune con l’intelligenza artificiale. Eppure, le osmize e l’intelligenza artificiale sono parte dello stesso tempo. Da una parte vediamo la tradizione. La tradizione resiste perché vuole restare fedele alla propria natura. Dall’altra vediamo la conoscenza. La conoscenza evolve perché non può più restare ferma. Tra la tradizione e la conoscenza si apre uno spazio. Quello spazio non è un conflitto, è una tensione: è lo spazio in cui viviamo tutti. Faglia Doppia osserva lo spazio. Faglia Doppia non giudica lo spazio, ma rende lo spazio visibile. A noi sembra che le trasformazioni più profonde non siano quelle che distruggono apertamente ciò che esiste, ma quelle che, piano piano, cambiano il significato delle cose senza che ce ne accorgiamo. Noi crediamo che il compito dell’informazione, oggi, non sia inseguire tutti i cambiamenti, ma capire quali cambiamenti resteranno.
Il direttore responsabile
Francesco Viviani




