Liguria

Sanremo 2026, il genovese Sayf secondo nella serata delle cover: vince il duetto Ditonellapiaga e Tony Pitony


Sanremo. E’ il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, a premiare, con una caravella realizzata con la filigrana di Campoligure, i vincitori della serata più attesa di Sanremo, quella dei duetti e delle cover. Ad aggiudicarsela sono Ditonellapiaga e Tony Pitony.

Secondo il genovese Sayf con Hit The Road Jack, brano reso immortale da Ray Charles, con Alex Britti e Mario Biondi in versione Blues Brothers; al terzo Arisa con Quello che le donne non dicono, brano manifesto di Fiorella Mannoia, interpretata con il Coro del Teatro Regio di Parma.

A illuminare l’Ariston c’è Bianca Balti: “È passato un anno ma sembra un giorno. E si vede dai miei capelli!”, dice sorridendo la top model che l’anno scorso testimoniò la sua forza presentandosi calva, in vista le cicatrici degli interventi per il tumore. “Sei una forza della natura, un orgoglio”, si emoziona Laura Pausini.  Elettra Lamborghini e le Las Ketchup fanno ballare con Aserejé, tormentone del 2002. Mara Sattei e Mecna mixano rap e melodia per L’Ultimo Bacio di Carmen Consoli. Patty Pravo saluta Ornella Vanoni alla fine della sua esibizione sulle note di Ti lascio una canzone, brano senza tempo di Gino Paoli; con lei c’è il primo ballerino della Scala Timofej Andrijashenko.

Levante e Gaia infiammano il palco con I Maschi di Gianna Nannini e si baciano mentre la ripresa si allarga: il dettaglio non sfugge all’occhio implacabile dei social e c’è chi parla di “censura”. Ma il regista Maurizio Pagnussat smentisce: “Mi sarebbe piaciuto riprenderlo se l’avessero fatto un attimo prima, ma c’è un rituale per il cambio di palco”. Intensa e convincente la versione di Mi sei scoppiato dentro il cuore di Mina che offrono la voce raffinata di Malika Ayane e il talento poliedrico di Claudio Santamaria; decisamente rock e metal quella di Occhi di Gatto di Cristina D’Avena che si scatena, di pelle e catene vestita, con le Bambole di Pezza. “Non rassegniamoci alla guerra”: la voce campionata di Papa Francesco chiude la cover di Su di Noi di Dargen D’Amico a Sanremo, con l’accompagnamento di Pupo (che festeggia 50 anni di carriera) e con Fabrizio Bosso alla tromba, che si apre con una citazione da Il Disertore di Boris Vian. Fiorella Mannoia conferma la sua intensità di interprete in Domani è un Altro Giorno, altro omaggio a Vanoni, in coppia con Michele Bravi. A sorpresa, Gianni Morandi irrompe sul palco per duettare con il figlio Tredici Pietro, sulle note di ‘Vita’, portata al successo insieme a Lucio Dalla.

Maria Antonietta & Colombre richiamano sul palco Brunori Sas per Il mondo di Jimmy Fontana; Fulminacci e Francesca Fagnani invertono i ruoli di Mina e Alberto Lupo per Parole, Parole (e “che cosa sei” diventa “che belva sei”); Tommaso Paradiso e gli Stadio emozionano con L’Ultima Luna di Dalla. Il ritmo ipnotico della batteria, la botta di energia di Andamento Lento trasforma l’Ariston in una discoteca con LDA, Aka 7even e l’80enne Tullio De Piscopo. Nostalgia da Derby degli anni d’oro con J-Ax, Cochi Ponzoni, Paolo Rossi, Ale e Franz e Paolo Jannacci: cantano E la vita, la vita e salutano Renato Pozzetto. Entusiasmano Enrico Nigiotti e Alfa con En e Xanax di Samuele Bersani. Da brivido il duetto di Serena Brancale con Gregory Porter e Delia in Besame mucho.

 

 




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