Il “Premio Contadini di Montagna” assegnato a 3 famiglie esemplari – Cronaca
BOLZANO. In occasione dell’assemblea provinciale, l’Unione Agricoltori e Coltivatori Diretti Sudtirolesi/Südtiroler Bauernbund insieme alle Casse Raiffeisen dell’Alto Adige hanno nuovamente conferito il “Premio Contadini di Montagna”, offerto dalle Casse Raiffeisen dell’Alto Adige, a tre famiglie.
In rappresentanza delle migliaia di agricoltori di montagna del territorio, vengono così premiate famiglie che si distinguono per il loro contributo. Allo stesso tempo si intende sensibilizzare la società sull’importante lavoro svolto da tutte le famiglie contadine di montagna.
In condizioni difficili producono alimenti di alta qualità, curano un paesaggio culturale unico, custodiscono tradizioni e usanze, partecipano attivamente alla vita del paese e contribuiscono in modo determinante all’attrattività delle aree rurali.
“Con il Premio Contadini di Montagna riconosciamo famiglie esemplari e rendiamo al contempo visibile ciò che, come società, dobbiamo loro. Alimenti di qualità e cura del paesaggio non sono scontati, ma il risultato di un duro lavoro“, ha sottolineato il presidente provinciale dell’Unione Agricoltori, Daniel Gasser.
I premiati 2026
Christian e Ingrid Berger gestiscono, insieme padre Franz Berger e ai figli Anna, Leo e Lena, in maso Oberrieserhof (112 punti di difficoltà) ad Acereto/Campo Tures. Al maso appartengono 5,5 ettari di prati, ai quali si aggiungono altri due ettari in affitto. Grazie agli interventi di miglioramento fondiario e alle strade poderali, la maggior parte dei prati può essere lavorata con macchine agricole. Un parco macchine moderno è fondamentale per portare il fieno nel fienile al momento ideale e per alleggerire il lavoro. Christian Berger investe pertanto regolarmente nell’azienda, mantenendola al passo con i tempi.
L’attività principale è la produzione lattiero-casearia. In media il maso conta 15 unità di bestiame. Per migliorare il benessere animale, alcuni anni fa Christian Berger ha trasformato la stalla in una stalla combinata. Inoltre, durante l’estate una parte degli animali viene condotta in alpeggio.
Seconda fonte di reddito del maso Oberrieserhof è la selvicoltura: al maso appartengono 18 ettari di bosco. Grazie a una nuova strada forestale lunga due chilometri, la gestione del bosco è stata notevolmente agevolata. La contadina Ingrid Berger lavora inoltre a tempo parziale.
Nonostante il grande carico di lavoro, Christian Berger è attivo nelle associazioni e organizzazioni del paese. Ha imparato presto ad assumersi responsabilità: aveva 13 anni quando morì sua madre. Anni dopo, in qualità di figlio più giovane, ha rilevato il maso Oberrieserhof, continuando a gestirlo in modo esemplare.
Sul ripido pendio del Gebracksberg, in Val Sarentino, si trova il maso Kohlhof (115 punti di difficoltà) di Stephanie Oberkalmsteiner. Con lei conducono il maso la suocera Karolina Oberkalmsteiner e i figli Leonie e Hannes.
Otto ettari di prati vengono falciati due volte l’anno. Per agevolare la gestione, lo scorso anno una parte dei prati è stata oggetto di miglioramento fondiario e drenaggio. Al maso appartengono inoltre dieci ettari di pascolo.
La famiglia vive prevalentemente dell’allevamento. In futuro gli Oberkalmsteiner intendono avviare la vendita diretta. Oltre al pane, Stephanie e Hannes desiderano soprattutto trasformare e commercializzare direttamente la carne. L’idea di Hannes, che frequenta ancora la scuola, è quella di aprire una macelleria al maso. Per la giovane famiglia è importante preservare le tradizioni, come ad esempio le recinzioni in legno.
Nonostante le grandi difficoltà, la giovane famiglia gestisce il maso Kohlhof in modo esemplare e non ha mai pensato di arrendersi. E non è cosa scontata, poiché il destino non è stato benevolo con gli Oberkalmsteiner. Poco più di due anni fa, il contadino Walter Oberkalmsteiner è rimasto schiacciato da un tronco durante i lavori nel bosco. Proprio quel giorno vi sarebbe stato motivo di festeggiare: per la prima volta dopo anni, il tumore alla testa di Leonie si era ridotto.
La consegna del “Premio Contadini di Montagna” il 28 febbraio rappresenta per la famiglia un riconoscimento speciale in una data molto particolare: il compleanno di Walter Oberkalmsteiner.
Andreas Volgger gestisce, insieme ai genitori Josef e Lea Volgger e alla compagna Lena Daniel, il maso Eggerhof a Fundres/Vandoies. Il maso, risalente al XIV secolo, è di proprietà della famiglia dal XVII secolo ed è maso avito (Erbhof) dal 1988.
La famiglia Volgger coltiva in modo esemplare 21 ettari di prati ripidi, 80 ettari di alpeggio e 35 ettari di bosco. La gestione richiede grande impegno e passione. Durante la fienagione aiutano sempre anche i parenti: la coesione familiare è un valore fondamentale per i Volgger.
Il maso poggia su diverse basi economiche. L’attività principale è la produzione lattiero-casearia. In estate l’anziana contadina Lea Volgger trasforma il latte in alpeggio in formaggio di montagna, formaggio grigio e burro, che vengono venduti direttamente. Per il resto dell’anno il latte viene conferito al caseificio Brimi. Un’ulteriore fonte di reddito è l’attività di ristoro presso la Bodenalm, anch’essa parte del maso.
Grazie a una piccola centrale idroelettrica e a due impianti fotovoltaici, l’azienda è autosufficiente dal punto di vista energetico: ciò non solo contribuisce alla tutela del clima, ma permette anche di ridurre i costi.
Andreas e Josef Volgger hanno investito costantemente nel maso, adeguandolo ai tempi. Particolarmente impressionante è la stalla a stabulazione libera con zona compost, che insieme all’alpeggio garantisce il massimo benessere animale. La famiglia Volgger è nota per la tradizionale transumanza del bestiame al rientro dall’alpeggio (Almabtrieb), che richiama sempre numerosi visitatori.
In passato il maso è stato travolto e distrutto due volte da una valanga. In entrambe le occasioni è stato ricostruito. L’attaccamento all’eredità degli antenati contraddistingue molte famiglie contadine di montagna.




