Il Generale Gaetano Nanula, cittadino esemplare e figura di riferimento – BarlettaLive.it
La solenne cerimonia svoltasi in piazza Marina per l’intitolazione al Generale di corpo d’armata Gaetano Nanula del largo già dedicato alle Fiamme Gialle di fronte al Comando provinciale della Guardia di Finanza è stata l’occasione pubblica per ricordarne il profilo di cittadino esemplare unita alle sue altissime doti umane e professionali. Così lo ricorda il giornalista e scrittore Nino Vinella.
“Barletta ha avuto in Gaetano Nanula un illustre cittadino che per tutta la sua carriera ha saputo dimostrarsi esempio di totale dedizione verso il pubblico interesse e verso i propri doveri di servitore dello Stato. Egli ha saputo legare virtuosamente il proprio nome e il proprio operato ad un intimo senso della legalità e a una piena coscienza della propria responsabilità verso l’intera comunità nazionale. Per questo Barletta ne recherà nel tempo l’orgoglio più profondo e sincero”.
Prosegue Vinella: “Io lo ricordo con orgoglio e con rimpianto. Orgoglio per aver condiviso alcune tappe importanti della nostra vita pubblica. Rimpianto per il modo nel quale Barletta, anche verso di lui come verso altre figure di Cittadini ai massimi livelli istituzionali, abbia talvolta dimenticato i grandi servigi al nome della Città che Gaetano Nanula ha reso.

Nel 2010, Gaetano diede una ennesima prova del suo talento di intellettuale raffinato. Quando scrisse un altro dei suoi libri. Io scrissi questa recensione pubblicata su La Gazzetta del Mezzogiorno: “E’ sul filo di quella sua intelligente ironia sostenuta da tanti ricordi di vita e di umanità che Gaetano Nanula, barlettano, si concede, dopo tanti libri “importanti” su antiriciclaggio, lotta alla mafia e bilancio delle imprese, lui generale della guardia di finanza a riposo nonché docente universitario pluripremiato, una simpatica… evasione nel mondo più leggero dei racconti.
Il Generale scelse un titolo per questo suo volumetto (Giunti Editrice Firenze) che celava dietro l’apparente ingenuità, “Bolle di sapone” per l’appunto, un indice di diciassette capitoli nei quali l’autore ci accompagna con mano leggera, ma altrettanto minuziosa e densa di dettagli, a conoscere innanzitutto se stesso, oltre l’uniforme e gli alti gradi: col sapore tutto sinceramente autobiografico offerto da chi desidera coinvolgerti nel saperne di più, in quella conoscenza lunga quanto la sua vita, vissuta fra Barletta, la Lombardia, Roma, la Guardia di Finanza, gli incarichi investigativi, il comando, gli anni duri della guerra e del dopoguerra, le conferenze in mezzo mondo, le amicizie, come scriverà nelle ultimissime parole prima del finale, “dandoci la mano ad ogni incontro con la predisposizione a essere felici della felicità altrui”.
Ma scoprirete un insospettabile filosofo sotto la divisa? Leggerete le memorie di un generale in pensione? Chi ha conosciuto Gaetano Nanula lo ha stimato innanzitutto come persona sempre cordiale, modesta, che ha studiato e faticato per diventare generale comandante in seconda della Finanza. Una persona, come disse quando lo ospitammo come ex alunno al Cassandro in occasione dell’ottantesimo anniversario della nostra scuola a maggio del ’96 (ero presidente del consiglio d’istituto), “che fra quei banchi aveva preso il brevetto di cittadino insieme al diploma da ragioniere”…
Dagli anni della gioventù, di strada, Gaetano Nanula ne fece davvero tanta, e sono notevolissime le sue fatiche editoriali nel campo della ricerca scientifica finalizzata al sapere in quell’intricato sistema di leggi, regolamenti e discipline che governano la fiscalità come tutela dell’ordine tributario statale.
Rimaniamo dunque piacevolmente sorpresi da questa sua “evasione” nel racconto: altro che “Bolle di sapone”! Queste sue pagine, scritte puntigliosamente ma con estro ben diverso condito da un pizzico di nostalgia, riescono a prenderti nella lettura. Sono l’invito a rivisitare pezzi segreti della sua personale storia nella quale ci riconosciamo un po’ tutti: il papà contadino che l’accompagna alla stazione con la valigia, la mamma che risolve i mille problemi di una famiglia numerosa, gli anni dell’addestramento con gli alpini, le prime soddisfazioni, le donne e l’amore, il ritorno a Barletta, l’amico consigliere di stato…”
Conclude Vinella: “E ovviamente ci sono pure le delusioni, come c’è anche una certa morale tutta nostrana, come quella riassunta nel capitolo “L’impegno politico”, dove Nanula si duole ancora di essersi candidato su invito dell’amico senatore, convinto davvero che i concittadini lo avrebbero eletto: e invece, scrive, andarono a regalare voti ai cosiddetti “candidati esterni”…Ma il generale-scrittore non se la prende più di tanto e, dopo averci fatto navigare il periplo completo della propria esistenza con aneddoti e “bolle di sapone” dall’apparenza ingenua ma specchio fedele della vita riflessa dentro, conclude: “Occorre destinare al bene di tutti i risultati della ricerca e del sapere, rinunciando agli egoismi, alle prospettive di potenza e ai progetti di dominio. Che sia proprio questa la via da seguire per ritrovare il Paradiso terrestre?”
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