Il sisma e i gravi danni alle sorgenti: «Trasformato un disastro in un’occasione per innovare»
ASCOLI – Il convegno “Water Smart City” e l’esempio di Arquata. Il commissario Castelli: «Il terremoto ha messo a nudo tutta la fragilità delle nostre infrastrutture. Dal male può nascere il bene grazie a ricostruzione antisismica dell’acquedotto, interconnessione e digitalizzazione delle reti idriche»
di Guido Castelli *
Il 24 agosto 2016 una scossa devastante colpì il centro Italia: 299 vittime, comunità ferite, territori sconvolti.

Guido Castelli durante il convegno “Water Smart City”
A Pescara del Tronto, oltre alla distruzione visibile, si verificò anche un danno meno evidente ma gravissimo: le sorgenti subirono un dimezzamento della portata idrica. Da 1.200 litri al secondo a 600 litri al secondo.
Un evento catastrofico che ha messo a nudo tutta la fragilità delle nostre infrastrutture. Ma proprio da quella ferita è nata una strategia che oggi rappresenta una buona prassi nazionale.
Ne abbiamo parlato al convegno “Water Smart City – Sottoservizi e Governo del Territorio” tenutosi al Teatro dei Filarmonici, nella mia qualità di Commissario Straordinario alla Ricostruzione.
Tre scelte strategiche hanno segnato un cambio di paradigma.

I lavori sul nuovo acquedotto
Ricostruzione antisismica dell’acquedotto: non una semplice riparazione, ma una infrastruttura ripensata per resistere agli eventi sismici. La sicurezza come criterio strutturale, non come aggiunta successiva.
Digitalizzazione delle reti idriche: grazie ai fondi del programma “Next Appennino” abbiamo finanziato sistemi avanzati di monitoraggio per individuare e contenere le perdite. Dal dato alla governance: tecnologia e analisi predittiva per una gestione moderna ed efficiente.
Interconnessione – l’Anello dei Sibillini: un sistema di collegamento tra i comuni del centro-sud delle Marche che consente, in caso di emergenza o crisi idrica, uno scambio mutualistico delle risorse. Una logica di soccorso strutturata, non improvvisata.
Dal male può nascere il bene, se c’è visione.
Grazie al lavoro della Ciip e alla collaborazione istituzionale, abbiamo trasformato un disastro in un’occasione per innovare. Non solo ricostruire ciò che c’era, ma costruire meglio. Più sicuro. Più intelligente. Più resiliente.
La ricostruzione non è solo edilizia: è infrastrutturale, tecnologica, strategica. È governo del territorio.
* senatore, commissario straordinario per la ricostruzione post sisma 2016
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