aumenti medi di 491 euro per 137mila
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Un aumento medio di 491 euro mensili lordi per 13 mensilità attende i 137mila dirigenti del settore sanitario italiano. L’Aran ha infatti siglato in via definitiva il contratto dell’Area dirigenziale Sanità per il triennio 2022-2024, dopo il via libera della Corte dei Conti.
L’accordo, che interesserà 120mila medici e 17mila dirigenti sanitari non medici, prevede incrementi retributivi differenziati in base al ruolo: si va dai 322 euro lordi mensili per gli incarichi professionali iniziali fino ai 530 euro per i direttori di struttura complessa in area chirurgica. Le risorse stanziate ammontano complessivamente a 1,2 miliardi di euro, garantendo un incremento medio del 7,27%.
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Gli arretrati, che dovrebbero essere erogati già nelle prossime buste paga di marzo, oscilleranno tra gli 8.710 euro per gli incarichi professionali di base e i 14.540 euro per i direttori di struttura complessa chirurgica, al lordo dell’indennità di vacanza contrattuale già corrisposta.
La firma definitiva arriva dopo l’ipotesi di contratto siglata lo scorso 18 novembre. Significativo il cambio di posizione della Fassid, che ha deciso di sottoscrivere l’accordo finale dopo l’iniziale opposizione, mentre resta ferma la contrarietà della Fp Cgil Medici.
Pierino Di Silverio, Segretario ANAAO ASSOMED, e Guido Quici, Presidente CIMO-FESMED, principali sigle firmatarie, hanno sottolineato la natura prevalentemente economica dell’accordo, evidenziando l’importanza di una rapida chiusura per avviare il confronto sul prossimo triennio 2025-2027.
I rappresentanti sindacali hanno però espresso preoccupazione per alcuni nodi irrisolti. In particolare, criticano il mancato inserimento nella legge di Bilancio e nel Milleproroghe della norma che avrebbe consentito l’immediata erogazione degli aumenti dell’indennità di specificità, già stanziati ma vincolati alla firma del contratto 2025-2027.
Un aspetto positivo emerge dall’approvazione, da parte del Comitato di Settore, degli atti di indirizzo necessari per avviare le trattative del triennio 2025-2027, sia per la dirigenza che per il comparto. Per la prima volta, questi negoziati si svolgeranno in parallelo, segnando un importante passo verso la sincronizzazione dei rinnovi contrattuali.
Il nuovo contratto rappresenta un passo significativo per il personale sanitario, pur lasciando aperti alcuni fronti critici. La sfida ora si sposta sul prossimo rinnovo contrattuale, con l’obiettivo di garantire una più efficace valorizzazione del lavoro dei professionisti sanitari e assicurare la sostenibilità del sistema sanitario pubblico nazionale.
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