1548 persone soccorse sulle montagne piemontesi nel 2025 – Torino Oggi
Dopo la flessione registrata nel 2024, anno condizionato anche dall’instabilità meteorologica, l’attività del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese nel 2025 è nuovamente cresciuta.
Sono state 2.070 le chiamate in Centrale operativa, numero nettamente superiore a quelle dell’anno precedente. Tra le ragioni, oltre al miglioramento delle infrastrutture telefoniche mobili che consente di effettuare chiamate anche dalle aree più remote della regione, va evidenziata una sempre più radicata abitudine a rivolgersi ai numeri telefonici d’emergenza anche tramite allarmi lanciati grazie alle applicazioni per smartphone, tra cui Georesq sviluppata dal CNSAS o tramite device come smartwatch.
Di tutte le chiamate arrivate, sono state 1.471 le missioni attivate e 1.548 persone soccorse. Gli interventi di soccorso alpino vengono condotti in due modi: con il supporto dell’eliambulanza del Servizio Regionale di Elisoccorso (il tecnico SASP è a bordo in tutte le missioni) oppure esclusivamente dalle squadre a terra.
Nel 2025, l’elicottero è intervenuto nel 70% delle missioni. Tuttavia il contributo generale offerto dalla presenza delle squadre a terra rimane fondamentale se si considera il dato delle persone soccorse che ammonta al 49% recuperate soltanto via terra, senza l’ausilio degli elicotteri.
Le persone soccorse
Nel computo delle persone soccorse, per la prima volta si è deciso di includere esclusivamente le operazioni in cui vi è stata un’attivazione della componente territoriale del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese, escludendo sostanzialmente i pazienti recuperati dal Servizio Regionale di Elisoccorso nei comprensori sciistici, dove le operazioni sono gestite in collaborazione con i servizi di soccorso piste.
Per questo motivo, il numero di persone soccorse nel 2025, che ammonta a 1.548, risulta inferiore agli anni precedenti. Aggiungendo gli infortunati sulle piste da sci (187) il dato complessivo confrontabile con gli anni scorsi sale a 1735, il secondo dato più alto di sempre dopo quanto registrato nel 2023 (1.793).
520 sono stati gli illesi, 949 i feriti e 79 i deceduti. Le principali cause di infortunio in montagna sono le cadute (36%) seguite dai malori (32%), e riguardano gli uomini nel 75% dei casi e le donne nel 25%. Infine, l’84% delle persone soccorse praticava attività del tempo libero contro l’11% di residenti in montagna e il 5% di persone infortunatesi in terreno impervio per lavoro.
Gli interventi più complessi

Uno degli interventi più complessi dell’anno si è verificato il 20 luglio nelle viscere della terra, nell’Abisso Paperino, sopra Ormea. Uno speleologo ferito da un masso è rimasto bloccato a 40 metri di profondità. Per raggiungerlo e riportarlo in superficie, i tecnici hanno lavorato senza sosta per oltre 24 ore, allargando cunicoli con microcariche esplosive e trasportando la barella lungo passaggi strettissimi. Solo il giorno successivo l’uomo è stato recuperato e affidato all’elisoccorso.
Tra i progetti più rilevanti, avviati nel 2025, è in corso la digitalizzazione della rete radio regionale, con sperimentazioni già attive anche nella provincia di Cuneo. L’obiettivo è migliorare le comunicazioni, la sicurezza dei soccorritori e l’efficacia degli interventi, soprattutto nelle aree più remote. In Piemonte, dal 2015, una deliberazione della Regione prevede che, in determinati casi, vengano richieste alla persona soccorsa le spese di compartecipazione agli interventi.
In dieci anni nessuno, in Piemonte, ha mai pagato per un soccorso in montagna.




