Puglia

Il cibo pugliese ‘canta’ al Festival di Sanremo

Nella 76esima edizione del Festival di Sanremo, la Puglia si è resa protagonista non solo per i suoi artisti che hanno calcato lo storico palco dell’Ariston, ma anche per le sue prelibatezze: profumi e sapori di Puglia, infatti, hanno conquistato la famosa Città dei fiori. A cominciare dai biscotti targati Frizzcafè, che fanno parte anche di un importante progetto sociale: la famiglia Lampugnani, infatti, pilastro della caffetteria e pasticceria barese, a Villa Nobel omaggia i cantanti in gara con i suoi famosi biscotti, realizzati anche con la collaborazione dell’Istituto penale per i minorenni “Nicola Fornelli” di Bari, a sostegno del progetto Made in Carcere.

L’obiettivo è poter ricostruire il futuro dei giovani detenuti grazie alla storica ricetta di famiglia, promuovendo inclusione e dando loro una seconda possibilità. Ed è così che le sbarre si trasformano in laboratorio e la frolla ai cereali antichi e olio extra vergine d’oliva, e il dolce impasto al vino Primitivo di Manduria, confezionati in coloratissimi sacchetti, deliziano il palato delle star sanremesi.

Ma nel cuore enogastronomico del Festival, non mancano altre dolcezze pugliesi: il gelato artigianale conquista Sanremo grazie all’Aig Puglia (Associazione italiana gelatieri), con gusti made in Puglia che vanno dalla mandorla ai fichi, carrube, limone e arancia, e alla maestra del gelato Katia Cavallo, titolare di “Gelatina” a Grottaglie, che ha portato una selezione di gelati artigianali ispirati al territorio pugliese, tra cui spicca il famoso Caffè Tarentum, un gelato al caffè affogato al San Marzano, impreziosito da crumble al caramello e scaglie di cioccolato fondente. “Vogliamo far assaporare la Puglia, un gusto alla volta, nel cuore di Sanremo”, dice Katia Cavallo.

E a rendere più piccante il Festival della canzone italiana, ci pensa Urban – Assassineria con le sue immancabili ‘assassine’: lo chef Celso Laforgia ha portato sulla riviera ligure uno dei simboli culinari baresi. E tra la classica al pomodoro e peperoncino e la versione alle cime di rape non può che essere un Sanremo esplosivo.

Il rinomato fico mandorlato pugliese, invece, ha “elettrizzato” la cantante Elettra Lamborghini, che ha ricevuto in regalo il prodotto tipico di San Michele Salentino. La famosa zampina di Sammichele di Bari profuma la Città dei fiori: la cittadina in provincia di Bari, infatti, oltre a essere protagonista con il suo punto forte, la zampina, lo fa anche con la tradizionale focaccia a libro e il prestigioso vino Primitivo della Cantina Centovignali.

Vito Morra, chef cerignolano, fa assaporare la sua terra anche attraverso piatti rivisitati in chiave moderna, tra cui le orecchiette con le cime di rapa. Ma nella città ligure le proposte food pugliesi sono numerose: il casaro Giulio Troia è approdato a Sanremo con un mix di finger food con protagonista soprattutto la mozzarella pugliese. L’azienda Tenute Cocconi, partner di Casa Sanremo 2026, ha portato al Festival una selezione di eccellenze agroalimentari made in Daunia: vini pregiati, olio extravergine dagli uliveti dei Monti Dauni, miele da apicoltura nei boschi di Bovino e Rocchetta, pasta e prodotti da forno. Ma non è tutto: non potevano mancare i pregiati vini e oli extravergine della Fondazione Italiana Sommelier Puglia, protagonista di degustazioni di varie selezioni di vini e oli extravergine che raccontano una Puglia contemporanea, elegante e di qualità. E tra una canzone e l’altra, un brindisi e buon cibo, la Puglia continua a trionfare con le sue eccellenze.




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