torna a Udine il progetto formativo dedicato al teatro dietro le quinte

Scenografi, costumisti, tecnici luci, truccatori. Questi mestieri, e molti altri, hanno in comune una cosa: sono “invisibili” al pubblico a teatro, ma senza di loro nessuno spettacolo sarebbe possibile. È alle nuove generazioni che vogliono scoprire questi mestieri che è rivolta la quinta edizione di “Mestieri della Scena”, il progetto ideato da Teatro Club Udine che, dal 2 marzo prossimo, proporrà un modello formativo unico nel panorama regionale e nazionale.
L’incontro tra artigianato e produzione artistica
Indirizzato agli studenti delle scuole superiori e agli under 35, il percorso nasce con un obiettivo chiaro: avvicinare le nuove generazioni a quei mestieri spesso invisibili, ma fondamentali, per l’esistenza stessa del teatro. Accanto ad attori e registi, infatti, vive un universo di professionalità che affondano le radici nell’artigianato, ma che oggi richiedono competenze aggiornate e multidisciplinari. E l’innovatività di Mestieri della Scena risiede proprio nell’incontro strutturato tra questi mondi: formazione, artigianato, produzione artistica e imprenditorialità. Mondi che si intrecciano in un’esperienza concreta e restituisce valore al lavoro “dietro le quinte” trasformandolo in una reale opportunità professionale.
Pirone: “Artista e artigiano condividono la stessa radice”
“Con Mestieri della Scena – ha spiegato Alessandra Pergolese, presidente del Teatro Club — vogliamo continuare a costruire un ponte tra i giovani e quelle competenze che rendono possibile la magia del palcoscenico. Il teatro non è solo ciò che si vede in scena, ma un sistema complesso di professionalità che meritano visibilità, riconoscimento e futuro. Questo progetto è un investimento culturale e sociale sulle nuove generazioni”. “Tra l’amministrazione comunale e Teatro Club Udine – ha dichiarato l’assessore alla Cultura, Federico Pirone – esiste un legame speciale, rafforzato negli anni attraverso il Palio Teatrale Studentesco. Dedicare un progetto ai mestieri del dietro le quinte significa riconoscere professionalità fondamentali, spesso invisibili ma essenziali. Artista e artigiano condividono la stessa radice: al centro c’è sempre l’intelligenza umana, insostituibile anche nell’era dell’intelligenza artificiale. È così che si costruisce una città della cultura e dei giovani”.
Il coinvolgimento del Palio
Il percorso formativo prevede come ormai tradizione una serie di laboratori tematici che accompagneranno i partecipanti alla scoperta delle principali professionalità dello spettacolo dal vivo: direzione di scena e macchinistica, scenografia, costumi e sartoria, trucco e parrucco, disegno di luci e illuminotecnica, fonica, audio ed effetti sonori, comunicazione, video-foto documentazione. Un ventaglio di competenze che restituisce la complessità del sistema teatrale e permette ai ragazzi e alle ragazze di sperimentare in modo concreto linguaggi, tecniche e strumenti. La quinta edizione introduce un’importante novità, ovvero il collegamento diretto con il Palio Teatrale Studentesco della Città di Udine, che nel 2026 celebrerà la sua 55ª edizione. Dopo i laboratori propedeutici in programma a marzo, i partecipanti avranno infatti la possibilità di mettere in pratica quanto appreso collaborando all’allestimento degli spettacoli delle compagnie studentesche in scena tra fine aprile e fine maggio 2026. Un’occasione concreta per sperimentarsi sul campo, entrando nel vivo di una delle manifestazioni culturali più longeve e identitarie della città.
Una nuova guida
A guidare questa nuova edizione sarà Giulia Battaglini, professionista con vent’anni di esperienza nella progettazione culturale, nel fundraising e nell’organizzazione di eventi. Responsabile del settore eventi del Far East Film Festival, di Cinebike Festival e Cinemambulante, oltre che docente di progettazione e organizzazione di eventi culturali presso vari istituti di formazione, Battaglini porta nel progetto una solida competenza gestionale e una visione strategica. “Mestieri della Scena è un progetto raro nel panorama nazionale – ha detto Battaglini – perché mette in dialogo mondi che troppo spesso restano separati. L’idea è offrire ai giovani un’esperienza concreta, che li aiuti a comprendere la complessità del sistema teatrale e a individuare possibili percorsi professionali in ambiti tecnici, organizzativi e creativi”.
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