Ascoli, Evandro e Alejandra, monossido fatale sprigionato dalla stufetta. Vivevano in tenda. Lei era incinta, il cane li ha vegliati

ASCOLI – Maria Alejandra Nigrotti ed Evandro Maravalli sono morti per le esalazioni di monossido di carbonio sprigionate dalla stufetta utilizzata per scaldarsi. A confermarlo sarebbe l’autopsia eseguita sui corpi dei due giovani nel reparto di medicina legale dell’ospedale Mazzoni di Ascoli dai medici Francesco Brandimarti e Massimo Senati. Le due vittime, 32 anni lei e 29 lui, vivevano da qualche tempo in una tenda montata a ridosso del greto del fiume Tronto, sotto il ponte della circonvallazione in via San Serafino, non lontano dal cimitero di Borgo Solestà.
È lì che sabato mattina erano stati trovati senza vita nel loro rifugio di fortuna. Con loro anche il cane della giovane, rimasto accanto ai corpi fino all’arrivo dei soccorritori. Maria Alejandra, di origine colombiana ma residente da tempo in città, era incinta di otto mesi e avrebbe dovuto partorire ad aprile. L’allarme era scattato quando un’amica, non riuscendo a contattarla, ha chiesto aiuto.
Gli accertamenti
In pochi minuti la zona era stata raggiunta da vigili del fuoco, sanitari del 118, carabinieri e polizia. I primi accertamenti hanno escluso segni di violenza, orientando le indagini verso l’ipotesi dell’intossicazione. La stufetta, rinvenuta all’interno della tenda, accesa per difendersi dal freddo della notte, si sarebbe trasformata in una trappola fatale, saturando l’ambiente chiuso di monossido.
Le reazioni
La tragedia ha scosso profondamente la comunità ascolana. «Una notizia che sconvolge me e tutta la città. Non ci sono parole davanti a questi fatti» aveva dichiarato nei giorni scorsi il sindaco Marco Fioravanti, parlando a margine di un incontro pubblico. Il primo cittadino ha invitato a evitare giudizi sommari, sottolineando la necessità di effettuare una riflessione più ampia sulle fragilità sociali e sul rafforzamento della rete di sostegno già attiva sul territorio, tra Caritas, centri di accoglienza e servizi offerti dalle realtà che operano nel Terzo settore. Anche il vescovo della diocesi, monsignor Gianpiero Palmieri, aveva richiamato al rispetto e al silenzio, parlando di un momento che impone preghiera e responsabilità collettiva. Sulla stessa linea il direttore della Caritas diocesana di Ascoli, Giorgio Rocchi, il quale aveva parlato di tre vite spezzate troppo presto, invitando la collettività a trasformare il dolore in impegno concreto.
Il cane
Intanto il cane della giovane, il quale era rimasto per diverse ore a vegliare i corpi senza vita di Maria Alejandra ed Evandro, è stato affidato alle cure della Clinica veterinaria Marche Sud di Grottammare, dove è stato sottoposto a profilassi e viene accudito dagli operatori della struttura veterinaria.




