Piccolo Domenico, l’avvocato della famiglia: «Il ghiaccio secco fornito a Bolzano da un’operatrice non specializzata» – Cronaca
NAPOLI. Il ghiaccio, poi rivelatosi secco, aggiunto nel box frigo arrivato da Napoli e ritenuto una delle cause del trapianto di cuore fallito al piccolo Domenico, sarebbe stato fornito a Bolzano da un’operatrice non specializzata. Lo sostiene l’ avvocato Francesco Petruzzi, dopo un incontro in procura oggi a Napoli, durante il quale ha acquisito gli accertamenti depositati dai carabinieri del Nas di Trento e trasmessi all’ ufficio inquirente partenopeo. Secondo Petruzzi, il rabbocco del ghiaccio ha ricevuto il via libera da parte dell’equipe partenopea incaricata di prelevare l’organo e portarlo al Monaldi e che verosimilmente non era al corrente della tipologia di refrigerante fornito.
I tempi
Il cuore malato del piccolo Domenico è stato espiantato prima dell’arrivo del cuore prelevato a Bolzano, precisamente alle 14,18 mentre il via libera dell’arrivo dell’ organo è giunto solo alle 14,22. Emerge dalle testimonianze rese dai sanitari ascoltati dalla Procura di Napoli che indagano sul trapianto di cuore fallito che ha poi determinato il decesso del piccolo Domenico.
Dalle testimonianze emergerebbero anche momenti di forte tensione, il 10 febbraio scorso, nel corso di una riunione a cui ha partecipato anche il cardiochirurgo Guido Oppido, che ha impiantato il cuore danneggiato.
Al centro della disputa la tempistica dell’espianto del cuore relativamente all’arrivo dell’organo prelevato a Bolzano. Si sarebbe trattato di una riunione particolarmente accesa durante la quale Oppido ha anche sferrato un calcio a un termosifone.




