Juventus, otto anni di delusioni europee. Il Galatasaray è solo l’ultima
Otto anni di delusioni e l’applauso. I bianconeri, pur eliminati, sono usciti dall’Allianz tra gli applausi da parte di tutto lo stadio. Resta il fatto che da anni l’Europa è un tabù per la Juventus, eliminata da squadra meno blasonate e sulla carta sfavorite.
Otto anni di eliminazioni
Il Galatasaray è l’ultima squadra nell’elenco di insuccessi bianconeri in Europa. Ajax, Lione, Porto, Villarreal, Maccabi Haifa (in realtà arrivò terza nel girone) e Psv Eindhoven: nessuna di queste realtà poteva essere paragonata ai bianconeri per qualità e ambizione.

Eppure la Juventus si è sciolta, quasi pagando pegno con il destino dopo quella sventurata affermazione di Andrea Agnelli sulla partecipazione alla Champions League di squadre “piccole”. Da quel giorno il cammino dell’Atalanta in Europa è stato più scintillante di quello bianconero, con la vittoria anche all’Europa League: oggi Palladino prepara gli ottavi, Spalletti si aggrappa alla lotta al quarto posto.
Qualcosa è cambiato con Spalletti
Eppure, rispetto al passato, si è vista una netta differenza. Nelle precedenti eliminazioni, arrivate contro squadre meno attrezzate, la squadra è stata accompagnata fuori dal campo dai fischi dei propri tifosi. È successo con Ajax, Lione, Porto, Villarreal, ma non con Maccabi Haifa, dove però i tifosi attesero il ritorno della squadra da Israele per esprimere la rabbia per l’eliminazione, e con il Psv lo scorso anno, eliminazione che gettò le basi per l’esonero di Thiago Motta. Dopo il crollo dell’andata, però, quando i turchi ribaltarono in un tempo la Juventus, la squadra di Spalletti ha avuto la freddezza e la lucidità di non sbilanciarsi, di non perdere la testa giocando una partita matura.

Forse anche troppo, visto che dopo l’espulsione di Kelly qualcosa è scattato nella testa dei calciatori di entrambe le squadre: quelli bianconeri hanno trovato energie inattese, quelli turchi si sono sentiti già agli ottavi di finale. Il gol di Osimhen e il raddoppio di Yilmaz hanno gelato lo stadio e i tifosi: una punizione troppo severa per la Juventus e per Spalletti. La mancata esultanza del nigeriano per rispetto del tecnico bianconero, avuto a Napoli, è stato l’onore delle armi a una squadra eliminata, come negli anni passati, ma a testa altissima.
Come sta la Juventus in vista della Roma
Resta da capire quale Juventus vedremo domenica sera, in quello che è uno scontro diretto chiave per poter avere il prossimo anno un’altra chance in Champions. I 120’ contro il Galatasaray sono stati una lunga battaglia, dove sono state spese energie mentali e fisiche enormi. Yildiz è uscito stravolto, Locatelli non si è risparmiato: l’unico vantaggio è la possibilità di schierare Bremer, assente in Champions, e il recupero di Cabal e Cambiaso, squalificati con il Galatasaray. Servirà capire anche il contraccolpo psicologico di una serata che si è rapidamente trasformata in un’impresa, salvo poi sfumare nel supplementare, quando il fiato era ormai a zero e l’inferiorità numerica ha tagliato le gambe ai bianconeri.
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