Scienza e tecnologia

Perplexity Computer è l’IA più furba di tutte: sfrutta ChatGPT, Gemini e Claude per lavorare!

I modelli di intelligenza artificiale di frontiera stanno diventando sempre più capaci, ma spesso i prodotti che li circondano ne limitano il potenziale reale. Perplexity prova a superare questo collo di bottiglia con un sistema che punta a sfruttare in modo coordinato le migliori IA disponibili oggi.

In questo contesto nasce Perplexity Computer, presentato come un lavoratore digitale di uso generale che opera sulle stesse interfacce che utilizziamo ogni giorno. L’obiettivo è passare dalle semplici chat che danno risposte e dagli agenti che svolgono singoli compiti a un sistema che gestisce interi flussi di lavoro per ore o addirittura mesi.

Come funziona Perplexity Computer

Perplexity Computer gestisce lo stack software in modo simile a un collega umano: lo utilizza direttamente, senza richiedere configurazioni locali all’utente. Il sistema ragiona, delega, cerca, costruisce, ricorda, programma e infine consegna il risultato.

Il punto di partenza è la descrizione di un risultato desiderato, che Computer scompone in compiti e sottocompiti, creando sub‑agenti dedicati.

Questi sub‑agenti possono effettuare ricerche sul web, generare documenti, elaborare dati oppure effettuare chiamate API verso servizi connessi.

Un agente può occuparsi della bozza di un documento mentre un altro raccoglie i dati necessari, con un coordinamento automatico tra le varie parti. Il lavoro procede in modo asincrono, così da permettere di concentrarsi su altro o di far girare in parallelo decine di istanze di Perplexity Computer.

Quando Computer incontra un problema, crea nuovi sub‑agenti per affrontarlo, ad esempio per trovare chiavi API, cercare informazioni supplementari o programmare applicazioni se necessario. Il sistema può anche consultare direttamente l’utente quando ha davvero bisogno di un intervento umano.

Ogni attività viene eseguita in un ambiente di elaborazione isolato, con accesso a un file system reale, a un browser reale e a integrazioni con strumenti reali. L’idea è offrire un supporto di IA sicuro, accessibile via cloud e capace di sfruttare il lavoro dei principali modelli di punta oggi disponibili.

Orchestrazione multi‑modello

Secondo Perplexity, man mano che i modelli diventano più potenti, l’orchestrazione multi‑modello diventa la struttura più efficace per sfruttare davvero l’IA. C’è una certa umiltà in tutto ciò, o forse è solo furbizia: difficile capirlo, ma l’idea di una IA che “sfrutta” altre IA è senz’altro affascinante.

Ogni modello di frontiera eccelle in tipi di lavoro diversi, quindi un flusso di lavoro completo deve poter accedere a tutti e distribuirli in modo intelligente. Perplexity Computer adotta proprio questo approccio, assegnando i compiti ai modelli più adatti.

Al momento della stesura del testo di riferimento, Perplexity Computer utilizza Claude Opus 4.6 come motore principale di ragionamento. I sub‑agenti vengono invece orchestrati con diversi modelli specializzati:

  • Gemini per la ricerca profonda e la creazione di sub‑agenti,
  • Nano Banana per la gestione delle immagini,
  • Veo 3.1 per i video,
  • Grok per la velocità nei compiti più leggeri e
  • ChatGPT 5.2 per il richiamo di contesti lunghi e la ricerca più ampia.

La struttura agnostica rispetto ai modelli permette a Perplexity di sostituire o aggiornare questi componenti man mano che i modelli evolvono.

Computer consente inoltre di scegliere modelli specifici per sottocompiti specifici, offrendo un margine di controllo maggiore.

Poiché i budget di token diventano una variabile sempre più rilevante in diversi ruoli, Perplexity sottolinea l’importanza di dare agli utenti scelta e controllo sul modo in cui utilizzare al meglio queste risorse.

Origini e disponibilità di Computer

Perplexity richiama la storia del termine “computer”, ricordando che nel 1757 il matematico Alexis Clairaut impiegò due “computer” umani, cioè apprendisti, per affinare la previsione di Edmond Halley sulle comete. Lavorando per mesi, il gruppo divise il lavoro e riuscì a prevedere il perielio della cometa di Halley con un margine di due giorni.

Secondo questa lettura, la parola computer ha cambiato forma nel tempo, ma ha mantenuto l’idea di divisione autonoma di un lavoro complesso, con l’accuratezza come requisito centrale. Perplexity collega questa tradizione ai moderni modelli di IA, ritenuti già capaci di un lavoro notevole.

Ciò che, secondo l’azienda, mancava finora era un sistema in grado di orchestrare queste capacità attraverso compiti, strumenti e tempo. Perplexity Computer si propone come risposta a questa esigenza e risulta già disponibile per gli abbonati a Perplexity Max (200 dollari al mese!), con un’estensione prevista in seguito agli utenti Enterprise Max.

In questo scenario, l’IA non viene più presentata solo come uno strumento da interrogare, ma come un vero e proprio computer che suddivide, coordina e porta a termine il lavoro nel tempo, lasciando a noi il compito di definire obiettivi chiari e di valutarne con attenzione i risultati.

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