Trentino Alto Adige/Suedtirol

Soccorso in montagna, anche la Francia verso l’addio alla gratuità totale – CRONACA



In Francia, il soccorso in montagna è da sempre gratuito per tutti, al di fuori dalle aree infrastrutturate (piste e impianti): per alpinisti, scialpinisti ed escursionisti in natura non c’è nulla da pagare.

Ma ultimamente la questione si sta facendo complicata, perché il numero degli interventi di emergenza, anche con l’ausilio dell’elicottero, è in rapido aumento.

Ora la Corte dei conti, rispondendo alla commissione finanze del Senato, si occupa della faccenda con un rapporto ad hoc dell’11 febbraio 2026, che apre la strada a un probabile cambiamento per ridurre i costi a carico della collettività.

Si rileva che nel 2024 sono state condotte quasi diecimila operazioni di soccorso in montagna, ognuna con un costo medio di 10.780 euro, in totale circa 110 milioni, oltre il 50% in più di spese rispetto a soli 12 anni prima.

All’origine di questa impennata, oltre ai maggiori oneri di gestione degli elicotteri, vi è la crescita rimarchevole dei frequentatori delle montagna e di chi pratica attività in qualche modo pericolose. I giudici menzionano anche il cambiamento climatico tra i fattori di un’accresciuto rischio.

La Corte suggerisce di arrivare a un addebito parziale o totale dei costi prima della fine dell’anno 2028, specie se diventerà obbligatoria la copertura assicurativa privata per chi va in montagna. Si ipotizzano anche sanzioni più efficaci per non meglio specificati «comportamenti a rischio» e per il ricorso ingiustificato ai soccorsi.

A pagare dovrebbero dunque essere soprattutto persone soccorse ma illese o che hanno messo in atto comportamenti irresponsabili o imprudenti, alla stregua insomma di quanto già come avviene in Italia.

I giudici contabili francesi suggeriscono anche una semplificazione della macchina di intervento in montagna, oggi affidata sostanzialmente a tre corpi: il plotone di alta montagna della gendarmeria, i pompieri e il CRS Montagne della polizia nazionale. e i pompieri.

In Italia, accanto alle esistenti regolamentazioni locali, da quest’anno ci sono nuove norme (ma mancano ancora i decreti attuativi per tariffe e procedure), secondo le quali il pagamento scatterà nel caso di “dolo o colpa accertata” o nel caso la richiesta di aiuto sia “immotivata o ingiustificata”.

Per quanto riguarda in generale i costi di interventi di soccorso, in particolare con l’elicottero civile del 118 e il soccorso alpino, sono già regolamentati da disposizioni degli enti locali che hanno competenze dirette in materia sanitaria (Regioni e Province autonome) e dunque anche di emergenza in montagna.

Anche sulle Dolomiti e Prealpi di nordest, chi viene soccorso in montagna ma risulta incolume dovrebbe spesso pagare il costo parziale o totale dell’intervento, con regole e tariffe che variano fra Trentino, Alto Adige/Südtirol, Veneto e Friuli. Pure nel resto dell’arco alpino è prevista la partecipazione dell’assistito ai costi quando la richiesta di intervento non risulta motivata da reale emergenza sanitaria o da grave pericolo, magari legata a comportamenti imprudenti di vario genere.

Le cronache sia estive sia invernali sono piene di episodi, ben al di là dei casi “estremi” di intervento con l’elicottero: in molte circostanze a muoversi sono squadre di soccorritori via terra, per raggiungere in quota e accompagnare a terra escursionisti in difficoltà. Episodi spesso dovuti alla scarsa preparazione atletico o tecnica dei turisti, che aveva valutato erroneamente l’escursione prima di affrontarla oppure non avevano consultato le previsioni meteo.

Ma non mancano situazioni in cui, a prescindere dagli aspetti legati alle caratteristiche del percorso in quota, l’impossibilità a proseguire deriva dalla semplice assenza di un equipaggiamento sia pur minimamente adatto a un ambiente di montagna, a cominciare dalle calzature.

Va ricordato, peraltro, che il riferimento normativo a livello nazionale è il dpr 11/1992: «Gli oneri delle prestazioni di trasporto e soccorso sono a carico del servizio sanitario nazionale solo se il trasporto è disposto dalla centrale operativa e comporta il ricovero del paziente. Detti oneri sono altresì a carico del servizio sanitario nazionale anche in mancanza di ricovero determinata da accertamenti effettuati al pronto soccorso».

Normalmente, in caso di ricovero in pronto soccorso con un referto medico che attesta la gravità del caso, si paga solo il ticket sanitario di alcune decine di euro a seconda delle tariffe locali.

Per il recupero in montagna di persone illese, l’elisoccorso può costare 750 euro a intervento, in altri casi la tariffa viene calcolata sul tempo di volo (tra 90 e 140 euro al minuto, ma con un tetto massimo), oltre a quote per i costi delle manovre di terra.

Va infine rilevato che, specie nel caso di turisti stranieri, non sempre è possibile per le autorità sanitarie incassare effettivamente quanto dovuto.




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