Case o meleti? – BZ News 24
A Bolzano torna a farsi sentire, anche nello spazio urbano, il tema dell’emergenza abitativa. In questi giorni è comparsa una nuova campagna pubblicitaria outdoor del partito Team K, che affronta in modo diretto uno dei nodi più controversi del dibattito cittadino: la difficoltà di accesso alla casa e il confronto, mai risolto, tra necessità di costruire e tutela del cosiddetto cuneo verde. Il messaggio campeggia su grandi cartelloni stradali e mette subito il tema al centro con una domanda netta e una grafica molto piena: “Case o meleti?”. Una contrapposizione volutamente forte, che richiama uno degli argomenti più ricorrenti nel confronto politico locale. Accanto, il testo elenca alcune delle criticità ormai strutturali del mercato abitativo: appartamenti sempre più inaccessibili, affitti alle stelle, famiglie e giovani costretti a lasciare la città. La risposta proposta dal payoff della campagna è altrettanto esplicita: “La soluzione? Costruire”. Una frase che si chiude con un’affermazione polemica, rivolta implicitamente a chi, secondo il partito, privilegerebbe altre destinazioni d’uso del territorio, come nuovi hotel o la conservazione agricola, a scapito dell’edilizia residenziale.
Sul lato destro del manifesto compare il logo di Team K e un’immagine familiare, accompagnata dallo slogan “Noi scegliamo le persone”, che prova a spostare il focus dal terreno allo scopo sociale delle scelte urbanistiche. Polarizzando.
La campagna arriva in un contesto in cui il tema casa è tornato centrale anche nel dibattito pubblico e istituzionale, complice l’aumento dei prezzi, la scarsità di alloggi disponibili e le difficoltà crescenti per residenti, giovani coppie e lavoratori. A Bolzano, il confronto tra chi chiede nuove aree edificabili e chi difende con forza il verde agricolo periurbano continua a dividere politica e opinione pubblica, spesso con toni accesi. A Laives c’é addirittura chi sul suo “cuneo verde” vorrebbe costruire in autonomia e trova resistenze.
Con questa affissione, Team K sceglie di portare la discussione fuori dalle aule e dentro lo spazio quotidiano della città, utilizzando il linguaggio diretto dell’out of home per semplificare un tema complesso e costringere chi passa a prendere posizione. Oltre a chi passa si attende una decisione precisa anche dalle attuali amministrazioni comunali. Una scelta comunicativa che, inevitabilmente, riaccende una polemica destinata a restare centrale nel futuro urbanistico del capoluogo altoatesino.
✍️ Alan Conti




