«Io, per anni la sola donna tra i vigili urbani di Laives» – Bassa Atesina
LAIVES. È stata la prima donna vigile urbano a Laives e dal primo marzo, Liliana Mazzucchi concluderà la lunga carriera per la meritata pensione. Era arrivata a far parte del corpo quando ancora non si chiamava – come oggi – “Polizia locale”, ma per tutti erano i “vigili urbani” e così Liliana preferisce ancora definirsi. Proprio per la sua professione, Liliana (per tuti “Lilli”) è una persona nota a Laives e circondario.
Quanti anni ha prestato servizio nel corpo della Polizia locale di Laives?
Il primo marzo vado in pensione dopo 44 anni e 3 mesi di lavoro, dei quali 43 anni e 3 mesi, tutti trascorsi come vigile urbano a Laives. Ho iniziato a 19 anni e dal 1982 al 1989 sono stata l’unica donna del corpo dei vigili di Laives.
Erano tempi “pionieristici”, specie per una donna, entrare a far parte di un organismo di controllo e sicurezza pubblica che al tempo era prevalentemente un lavoro maschile…
Effettivamente non è stato facile all’inizio farsi accettare: ero molto giovane, unica donna, e ho dovuto lavorare duro per farmi rispettare.
Erano anche tempi abbastanza litigiosi e dunque, non facili per una donna che entrava in un campo fino allora tempo quasi esclusivamente maschile.
Rispetto al suo esordio nel corpo dei vigili urbani, 43 anni or sono, diverse cose saranno cambiate, anche nella società di Laives oltre che per quanto riguarda i compiti del la Polizia locale. Cosa in particolare?
Sicuramente è cambiata la gente rispetto ai decenni passati. Un tempo c’era più umanità fra tutti; Laives era poco più che un paesone e c’era voglia di rapporti interpersonali, anche perché bene o male ci si conosceva un po’ tutti. Insieme all’evoluzione della nostra società è cambiato anche parecchio il nostro lavoro e si sono aggiunte mansioni nuove.
Donna e vigile urbano, ad operare quotidianamente nella stessa realtà comunale nella quale lei è sempre vissuta, non sarà sempre stato semplice, quando, ad esempio, toccava sanzionare qualche concittadino.
Come ho detto, non è stato facile all’inizio farsi accettare e farsi rispettare. Ma ho sempre lavorato con assoluta imparzialità e correttezza, con l’unico fine di far rispettare le regole, svolgendo al meglio il compito al quale siamo chiamati.
Dalla prossima settimana sarà in pensione e avrà molto più tempo libero per sé: ha già pensato a cosa farà?
Sicuramente avrò tempo per coltivare le mie passioni, fra le quali i viaggi e già ne sto programmando qualcuno. Venerdì saluterò i colleghi e dal primo marzo sarò in pensione.




