Lazio

svelato il modus operandi che alimentava il mercato nero

Un’organizzazione criminale a conduzione familiare, con base logistica tra i meandri del “Serpentone”, capace di gestire un traffico sistematico di motoveicoli rubati.

È scattata all’alba di oggi, mercoledì 25 febbraio, l’operazione degli agenti dell’XI Distretto San Paolo che ha portato all’esecuzione di 4 misure cautelari tra Corviale e i quartieri limitrofi.

L’inchiesta, coordinata dalle Procure ordinaria e per i minorenni, ha svelato come il chilometro di cemento di via Poggio Verde fosse diventato il fulcro di una fitta rete di furti, ricettazione e riciclaggio.

La struttura: un “capo” e i suoi giovani luogotenenti

Al vertice della banda, secondo le indagini durate oltre un anno, c’era un quarantenne romano, già noto alle forze dell’ordine e sottoposto in passato alla sorveglianza speciale.

L’uomo gestiva l’attività con l’aiuto di tre giovanissimi (due diciannovenni e un minorenne), legati a lui da vincoli di parentela.

Il modus operandi era collaudato:

  • Il furto: Gli scooter venivano sottratti nei quartieri vicini e portati immediatamente a Corviale.

  • Il “smorzo”: All’interno di vari garage del Serpentone, i mezzi venivano smembrati per alimentare il mercato dei pezzi di ricambio o rivenduti interi con telai contraffatti.

  • La logistica: Per spostare la merce in entrata e uscita venivano utilizzati furgoni presi a noleggio, così da non dare nell’occhio.

La strategia del “garage diffuso”

Consapevoli di poter essere osservati, i sodali avevano adottato una strategia di difesa: invece di concentrare tutto in un unico locale, avevano frazionato le “officine” in più punti del quadrante.

Per evitare perquisizioni a colpo sicuro, parcheggiavano spesso i mezzi rubati all’esterno dei garage, pronti per essere spostati al minimo segnale di pericolo.

Tuttavia, le telecamere nascoste piazzate dagli investigatori del Distretto San Paolo hanno documentato ogni movimento, cristallizzando un quadro indiziario che conta oltre 60 motoveicoli sequestrati.

Tra la refurtiva non c’erano solo scooter, ma anche pezzi pregiati: moto da cross, quad, moto d’acqua e persino un piccolo natante.

Gli arresti e il futuro dell’inchiesta

Questa mattina è scattato il blitz. Per il leader dell’organizzazione e i due diciannovenni si sono aperte le porte del carcere, mentre per il componente minorenne della banda è stato disposto il collocamento in comunità.

Ma l’indagine non si ferma qui: altre persone sono state iscritte nel registro degli indagati per aver collaborato a vario titolo con l’associazione. Due di loro hanno già ricevuto l’invito a comparire per l’interrogatorio preventivo.

IL VIDEO:

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