Il campo minato delle riforme, doppia frenata alla Regione Calabria
Le riforme impantanate: chiamiamoli incidenti di percorso quelli che frenano sia le modifiche allo statuto regionale sia le nuove regole sul referendum popolare per l’approvazione delle modifiche stesse. E se da un lato è il Consiglio a metterci una pezza, dall’altro è stato necessario revocare la promulgazione del “ritocco” allo statuto che prevede l’aumento fino a 9 del numero di assessori regionali e la reintroduzione della figura dei sottosegretari (legge numero 2 del 2026, approvata in seconda lettura dal Consiglio lo scorso 27 gennaio).
Ma andiamo per ordine, partendo proprio dalla legge 2. Ebbene, la revoca è stata disposta con un proprio decreto dal presidente Roberto Occhiuto. «L’iter di revisione statutaria, disciplinato dall’articolo 123 della Costituzione – si legge nel provvedimento – prevede una fase di pubblicità notiziale funzionale all’eventuale attivazione da parte del Governo del potere di impugnazione preventiva dinanzi alla Corte costituzionale. A tal fine è necessario che la promulgazione della legge di revisione statutaria non abbia luogo prima dei richiesti adempimenti di pubblicità notiziale e del decorso dei termini ai quali essi sono funzionali.
L’articolo completo è disponibile sull’edizione cartacea e digitale
Source link




