I chiarimenti della giunta sul Museo dei bambini a Bologna

In questi giorni, al quartiere Pilastro, ci sono state un po’ di tensioni. Un gruppo di persone ha protestato contro l’abbattimento di alcuni alberi funzionale alla costruzione del nuovo Museo dei bambini. Proteste simili c’erano state al parco don Bosco, per le scuole Besta, e al parco della Zucca, per la costruzione del parcheggio. Entrambi i progetti sono stati modificati o eliminati.
In questo caso, però, la giunta sembra voler tirar dritto. Sui propri canali social, il sindaco Matteo Lepore ha voluto fare un po’ di chiarezza sul progetto. In alcune slide condivise sul suo canale Telegram, si legge come il progetto sia “frutto di un lungo percorso di condivisione (3 anni) che ha coinvolto e continuerà a coinvolgere scuole, famiglie, associazioni e residenti”. Si tratta, inoltre, di un progetto previsto nel programma elettorale.
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Le specifiche, ripetute anche dall’assessore Ara in un video su Instagram, riguardano anche il nocciolo della questione: il verde. “Il progetto non porterà benefici solo sul piano educativo e sociale, ma anche ambientale” continua il documento. Si tratta, nello specifico, di “trentotto nuovi alberi e nove trapiantati, a fronte di quattro piante rimosse (e una infestante) e circa 130 metri quadri di superfici permeabili in più rispetto alla situazione attuale, a cui si aggiungono altri 410 metri quadri di copertura verde (giardino pensile)”.
“Le modifiche apportate – si legge ancora – consentono anche un bilancio positivo nel consumo di suolo: le nuove aree impermeabilizzate sono compensate dalla desigillatura di superfici oggi pavimentate, come il grande piazzale asfaltato tra la Casa gialla e la biblioteca e la parte pavimentata davanti all’ingresso della biblioteca. Buona parte di queste superfici tornerà verde o con pavimentazioni drenanti”.
Oltre ai manifestanti presenti in loco, anche sulla pagina Instagram del sindaco tra i commenti c’è chi contesta: “Si poteva evitare” si legge, “E questa, bambini, si chiama gentrificazione” scrive un altro utente. Inoltre, come spesso capita, vengono contestati i metodi partecipativi scelti dalla giunta: “Dal 2022 incontri con pochissimi del Pd, in tutto fra bambini e adulti un centinaio. È tutto riportato agli atti. Altroché confronto – scrive un’utente di nome Gaia -. Non è tirando giù un parco che risolvi i problemi sociali del Pilastro! Il vostro consumo di suolo è assolutamente enorme visto che considerate l’asfalto drenante uguale al prato. Infatti nei vostri articoli scrivete che alla fine del progetto il terreno impermeabile sarà di più. Molto furbi! Infatti in Montagnola avete messo del cemento per niente”, con riferimento al padiglione Filla.




