Liguria

Nuovo stadio, opposizione all’attacco su progetto e trasparenza ma Salis difende il percorso con le squadre


Genova. Ratifica delle dichiarazione di interesse pubblico questo giovedì, presentazione del progetto di fattibilità tecnico economica da parte di Genoa e Sampdoria entro metà marzo per provare a restare in corsa per la candidatura per gli Europei 2032, altri 60 giorni per la conferenza dei servizi decisoria, gara pubblica e assegnazione dei lavori con tempistiche ristrette grazie alla normativa della legge stadi.

La sindaca di Genova, Silvia Salis, ha illustrato in consiglio comunale le tappe del percorso per la riqualificazione dello stadio Luigi Ferraris. La prima cittadina ha risposto alle interrogazioni di tre consiglieri di opposizione, Pietro Piciocchi (Vince Genova), Sergio Gambino (gruppo Misto) e Nicholas Gandolfo (Fratelli d’Italia) i quali hanno chiesto trasparenza alla giunta in merito agli atti annunciati, in primo luogo la dichiarazione di interesse pubblico, e alle informazioni esistenti sul progetto.

In particolare dal centrodestra, che avrebbe voluto presentare più di tre interrogazioni sul tema, sono arrivate critiche alla decisione del Comune di procedere con la soluzione della concessione con diritto di superficie per 99 anni.

La concessione sarebbe in ragione dell’investimento complessivo pari a circa 100 milioni, di cui i primi 50 anni a canone gratuito e i successivi a una cifra stimabile in circa un milione all’anno. Rispetto a proposte passate, però, le società non chiedono più il contributo economico sulla ristrutturazione. Inoltre si impegnano a mettere lo stadio a disposizione del Comune per almeno 20 giorni all’anno. L’accordo prevede, infatti, la gratuità del canone per i primi cinquant’anni, per un valore complessivo stimato di circa 6 milioni. A fronte di questo, le società dovranno garantire la disponibilità dell’impianto per una serie di appuntamenti di interesse pubblico.

Per quanto riguarda la dichiarazione di pubblico interesse, Salis ha spiegato che la conferenza dei servizi preliminare ha riconosciuto “l’interesse pubblico” al progetto di riqualificazione dello stadio e dell’adiacente Villa Piantelli e che “l’iter per la dichiarazione del pubblico interesse verrà definitivamente ratificato dopodomani, giovedì 26 febbraio, con l’approvazione da parte della giunta. Voglio precisare che il riconoscimento del pubblico interesse non equivale all’approvazione del progetto definitivo, bensì alla presa d’atto che l’intervento proposto dalle squadre risponde agli obiettivi strategici della città sotto il profilo urbanistico, economico, sportivo e infrastrutturale, nel rispetto delle condizioni e delle prescrizioni emerse nel confronto tecnico”.

Salis, nel suo intervento, ha voluto sottolineare le differenze tra la proposta arrivata dalle squadre e quella di vendita a privati su cui stava ragionando il precedente ciclo amministrativo.

“L’ultima proposta giunta da Cds il 31 marzo 2025 proponeva un acquisto dell’impianto per 14,5 milioni, inferiori a una stima del valore dello stadio fatta nel 2018 e pari a 18,5 milioni – ha ricordato Salis – inoltre, venivano poste alcune gravose condizioni preliminari alla vendita come l’obbligo per il Comune di cedere l’immobile conforme alle recenti norme antisismiche e altri interventi di messa in sicurezza stimati dagli uffici in circa 17 milioni, insomma, il Comune avrebbe speso 2,5 milioni in più rispetto a quanto incassato. Inoltre, il Comune avrebbe avuto a disposizione lo stadio solo per 8 giorni l’anno, non 20 come previsto dall’attuale proposta delle squadre, e sarebbero stati a carico dell’ente altri rischi e costi come il reperimento dei parcheggi pertinenziali per le funzioni private, la realizzazione di una fermata Skymetro dedicata, l’ampliamento di parcheggi esistenti e alcune servitù su parcheggi pubblici esistenti”.

Salis ha concluso con un riferimento all’operazione Waterfront e alla vendita a Cds del Palasport: “Ancora una volta il Comune avrebbe dovuto investire ingenti risorse pubbliche a beneficio di un privato che avrebbe potuto godere a pieno dei benefici del nuovo stadio che sarebbe stato definitivamente di sua proprietà, qualcosa che ricorda molto da vicino un’altra operazione fatta nel precedente ciclo amministrativo, proprio con la stessa azienda”.

La risposta della sindaca Salis ha suscitato ulteriore biasimo da parte dell’opposizione. “O siete in malafede o siete impreparati, il diritto di superficie è a tutti gli effetti un diritto di proprietà, quindi state regalando lo stadio”, ha commentato Piciocchi.

“Ma l’evidenza più clamorosa è che il 12 febbraio avete annunciato il riconoscimento dell’interesse pubblico ma oggi prendiamo atto che lei, sindaca, ha mentito alla città, perché ancora non esiste alcuna delibera sull’interesse pubblico”.

Gambino ha aggiunto: “A oggi non sappiamo quale sia il progetto, di sicuro non lo sanno i cittadini con cui non c’è stata alcuna coprogettazione”. “Sui reel lei dichiara alcune cose e poi in aula ne scopriamo altre – ha concluso Gandolfo – sul diritto di superficie, a nostro avviso equivale a una vendita”.

Tutta l’opposizione in sala rossa ha poi diramato una nota stampa, sugli stessi temi sollevati in aula, parlando di “gravi inesattezze, omissioni e bugie” nonché “propaganda acrobatica” da parte della sindaca Silvia Salis. “Per l’ennesima volta dobbiamo constatare che siamo di fronte a una gestione della cosa pubblica basata sull’annuncio mediatico piuttosto che sugli atti amministrativi. Mentire alla città su un tema così sensibile come lo stadio di Marassi è inaccettabile. La sindaca spieghi perché ha spacciato per atti compiuti quelle che sono solo illusioni ottiche”.

“Proprio ieri ho mandato una richiesta di cui sono primo firmatario, appoggiata da tutte le liste dell’opposizione, per convocare una commissione dedicata allo stadio – fa sapere Andrea Censi, consigliere municipale in Bassa Valbisagno -. Il progetto dello stadio deve essere condiviso con il nostro municipio e con la cittadinanza. E soprattutto non può limitarsi all’immobile stadio, ma deve essere un progetto di intera riqualificazione urbana che coinvolga tutta la zona limitrofa, da piazzale Parenzo a via Canevari fino a Sant’Agata, la chiesa di Santa fede e tutto corso De Stefanis.




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