Marche

Latte adulterato a Colli al Metauro, stalking su chi ha denunciato. Le sorelle Gori in tribunale. «Ci hanno licenziate ma non potevamo tacere»


COLLI AL METAURO Hanno denunciato perché si sentivamo «in colpa rispetto ai consumatori, complici di quanto accadeva». Sfilano i testi nell’ambito del processo per stalking aziendale che vede imputati due figure di spicco di Fattorie Marchigiane, azienda coinvolta nell’inchiesta che riguarda il presunto latte adulterato. Le dipendenti “ribelli” Sonia e Francesca Gori 50 e 47 anni avevano denunciato tutto a settembre 2022.  

Parlarono di «cagliata scaduta da mesi e poi usata per la produzione delle mozzarelle, blocchi di cagliata mal conservati, aperti, che toccavano a terra, resi di formaggi che venivano riaperti, puliti dalla muffa, riconfezionati e messi di nuovo in commercio. Inoltre anche le trappole per topi sopra i formaggi». A processo ci sono Bernardo Pittalis, 48 anni e Andrea Peroni 36 anni che secondo l’accusa, in concorso tra loro, avrebbero vessato le due sorelle in ambito lavorativo in seguito alle loro segnalazioni. Ieri hanno parlato una ex dipendente che ha confermato le presunte vessazioni subite, poi un carabiniere del nucleo ispettorato del lavoro che ha raccolto la denuncia, quella che ha fatto partire l’inchiesta. Nell’aprile 2024, i Nas sequestrarono circa 90 tonnellate di latte e 110 tonnellate di prodotti, oltre che circa 2,5 tonnellate di sostanze sofisticanti (soda caustica). Per questo troncone principale, il 4 marzo ci sarà l’udienza preliminare per 12 persone accusate a vario titolo di frode in commercio, adulterazione e contraffazione. A margine dell’udienza Sonia e Francesca hanno detto: «Ci abbiamo rimesso il posto di lavoro, ma non potevamo accettare. Ora non abbiamo prospettive lavorative, siamo etichettate». L’avvocato Michele D’Accardi ha chiesto 75mila euro di risarcimento per ciascuna.




Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »