Scienza e tecnologia

Alcolock obbligatorio: ecco quanto costa e chi deve installarlo ora

L’uso dell’alcolock non è più solo un tema di discussione, ma un obbligo concreto per chi ha avuto problemi con la guida in stato di ebbrezza. La novità riguarda migliaia di automobilisti e autotrasportatori, che devono fare i conti con un dispositivo fisico installato sul veicolo, con costi e vincoli ben precisi.

Per la prima volta il Codice della strada introduce in modo operativo uno strumento che condiziona direttamente la possibilità di accendere l’auto. Non si parla di una semplice sanzione economica, ma di un cambiamento nelle abitudini di guida che dura anni e coinvolge anche chi sale a bordo come conducente occasionale.

L’obbligo di alcolock scatta per chi è stato condannato per guida con un tasso alcolemico superiore a 0,8 grammi/litro. Non riguarda quindi tutti i controlli positivi, ma solo le situazioni più gravi che hanno portato a una sentenza. Il dispositivo diventa una condizione per tornare a guidare dopo la sospensione della patente.

Il decreto del ministero dei Trasporti che definisce le regole era già in Gazzetta Ufficiale da luglio, ma fino a pochi giorni fa mancavano due elementi fondamentali: l’elenco dei dispositivi approvati e quello delle officine autorizzate. Senza queste informazioni, l’obbligo restava di fatto sospeso.

Ora sul Portale dell’automobilista sono disponibili sia i modelli di alcolock utilizzabili sia le strutture abilitate all’installazione. Al momento i dispositivi approvati sono due: il primo si può montare in 49 officine distribuite sul territorio nazionale, il secondo solo in tre officine, con una lista dichiarata in aggiornamento.

Dal punto di vista tecnico, l’alcolock è un etilometro collegato al sistema di accensione del veicolo. Per avviare il motore è necessario soffiare nel bocchettone del dispositivo, che stima la concentrazione di alcol nel sangue e, se rileva presenza di alcol, impedisce l’avviamento. Senza un test valido, il veicolo resta fermo.

L’obbligo riguarda auto e camion, ma non le moto. Chiunque voglia mettersi alla guida di un veicolo dotato di alcolock, non solo il proprietario, deve sottoporsi al test prima di partire.

Il vincolo quindi incide anche sull’uso condiviso del mezzo in famiglia o in ambito lavorativo.

La durata dell’obbligo varia in base al livello di alcolemia accertato al momento dell’infrazione. Se il tasso era superiore a 0,8 grammi/litro, l’alcolock va utilizzato per due anni. Se invece la concentrazione superava 1,5 grammi/litro, il periodo sale a tre anni, con un controllo più lungo nel tempo sul comportamento di guida.

Alla fine della sospensione della patente, sul documento di guida viene aggiunta un’annotazione che segnala l’obbligo di utilizzo dell’alcolock. Questa indicazione accompagna il conducente per tutto il periodo previsto, rendendo evidente alle forze dell’ordine che il veicolo dovrebbe essere dotato del dispositivo.

L’installazione dell’alcolock è interamente a carico della persona condannata. Il costo stimato oscilla tra circa 1.500 e 2.000 euro, una cifra che si somma alle altre spese legate a sanzioni, pratiche amministrative e percorsi di recupero della patente. Non sono previste esenzioni o contributi nella disciplina attuale.

Ogni anno il dispositivo deve essere sottoposto a una taratura per verificare che le misurazioni del tasso alcolemico restino affidabili. Anche questo passaggio comporta un ulteriore impegno periodico, sia economico sia organizzativo, perché richiede di rivolgersi alle strutture autorizzate.

In caso di mancato utilizzo dell’alcolock o di impiego scorretto sono previste multe tra 150 e 638 euro, oltre alla sospensione della patente per sei mesi.


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