Commissario per il cricket e tiro a segno in alto mare

In Italia ci sono solo due donne presidenti di Federazione sportiva: Laura Lunetta alla guida della Danza dalle mille discipline e Maria Lorena Haz Paz, 57 anni, che è stata eletta lo scorso anno al vertice della Federazione cricket italiana, sport diffusissimo nel mondo e che sta per entrare a pieno titolo ai Giochi Olimpici di Los Angeles 2028. Ora nel cricket, che ha ottenuto storici risultati ai recenti Mondiali, è scoppiato uno scandalo: Prabath Ekneligoda, fondatore della Asd Roma Cricket Club, coordinatore del settore femminile della Federazione e allenatore della Nazionale femminile, è stato accusato di molestie sessuali da parte di alcune atlete azzurre.
La Procura di Roma ha aperto un fascicolo: la vicenda ha anche forti sviluppi sportivi perché Ekneligoda è compagno della presidente Paz che ha perso la maggioranza dopo che sei consiglieri federali si sono dimessi nei giorni scorsi. Ora la Giunta Coni dovrà valutare se commissariare la Federazione. Deciderà il presidente Luciano Buonfiglio al rientro dei trionfi olimpici. Ancora in alto mare inoltre la situazione della Uits, Unione italiana tiro a volo, storica disciplina olimpica di grandi tradizioni e grandi campioni (basta pensare a Campriani, ora nell’organizzazione di Los Angeles 2028).
La Uits ha un compito delicato: metà Ente pubblico e metà Federazione sportiva, si occupa dell’addestramento e del rilascio delle certificazioni per l’utilizzo delle armi. Oltre, naturalmente, a vincere le medaglie. Di recente il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha decretato la proroga dell’incarico di Walter De Giusti in qualità di commissario straordinario della Uits, “sino all’insediamento del presidente nazionale…”. Il commissario dovrà anche “apportare le opportune modifiche statutarie, ivi comprese quelle volte ad armonizzare la duplice natura dell’Ente e ogni innovazione necessaria a garantire la corretta e sana gestione economica…”. Si è andati anche al Tar e per ora è tutto fermo.
Paralimpiadi, cinque Paesi boicottano la cerimonia inaugurale a Verona
Ucraina, Polonia, Repubblica Ceca, Estonia e Lituania hanno deciso di boicottare la cerimonia inaugurale della Paralimpiadi che si svolgeranno in Italia: non sfileranno la sera del 6 marzo all’Arena di Verona. Altri Paesi potrebbero aggiungersi in questi giorni. La decisione dopo che il Comitato internazionale paralimpico, Ipc, ha stabilito di reintegrare a pieno titolo i comitati paralimpici di Russia e Bielorussia che così potranno sfilare con la loro bandiera e il loro inno (10 atleti in tutto) a Verona. Decisione criticata anche dalla Commissione europea (ma nessun boicottaggio ufficiale, è stato assicurato, solo scelte individuali) e anche dal governo italiano (ma nessun ritiro dei visti ai russi, che d’altronde già erano in Italia…). Il ministro Abodi quindi sarà in tribuna a Verona, pur avendo espresso più volte il suo disappunto.
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