“Tutto il mondo è un palcoscenico”: la mostra di Claudia Falcone a Castrovillari
“Tutto il mondo è un palcoscenico. Un senso di sé”: la mostra personale di Claudia Falcone alla Sala Consiliare di Castrovillari.
CASTROVILLARI (COSENZA) – C’è un sipario che non si vede, ma si apre ogni mattina. È quello della nostra vita. E quando si alza, ciascuno entra in scena con il proprio costume cucito addosso: aspettative, ambizioni, fragilità. Dal 24 al 27 febbraio, nella Sala Consiliare del Comune di Castrovillari, Claudia Falcone accende le luci su questo teatro invisibile con la mostra “Tutto il mondo è un palcoscenico. Un senso di sé”, un percorso di oltre venti opere inedite che non si limitano a essere guardate: chiedono di essere attraversate. Opere a matita su carta, ma sarebbe riduttivo chiamarle semplicemente disegni. Sono specchi opachi. Sono confessioni trattenute. Sono maschere che, invece di nascondere, rivelano.
Le sue matite non disegnano soltanto volti o corpi. Scavano. Incidono. Sono bisturi gentili che aprono la superficie dell’apparenza per mostrare ciò che pulsa sotto: la condizione personale, quella femminile soprattutto, stretta tra il bisogno di consenso e l’ambizione alla perfezione, tra il desiderio di essere vista e la paura di essere smascherata. Il chiaroscuro diventa metafora dell’esistenza: luce e ombra non si combattono, si inseguono. La linea di contorno delimita figure che sembrano solide, ma basta uno sguardo più lungo per accorgersi che stanno oscillando. Come noi.
“Tutto il mondo è un palcoscenico”: la mostra di Claudia Falcone a Castrovillari
Falcone prende gesti semplici — una posa, uno sguardo, un atteggiamento quasi prevedibile — e li trasforma in simboli. Li sublima fino a renderli archetipi. Ciò che sembra frivolo diventa necessario. Ciò che appare superficiale si rivela fondamento. Perché, forse, è proprio nella ripetizione quotidiana dei nostri piccoli riti che costruiamo la nostra identità.
«Forse non è così come sembra», confessa l’artista. E quel “forse” è una crepa nel muro delle certezze. Forse siamo distratti dalla scenografia e non vediamo il dramma. Forse inseguiamo un posto nella collettività come comparse disciplinate, quando invece l’allineamento sociale ci appiattisce, ci silenzia. Forse verità e inganno indossano lo stesso abito di scena.
E poi c’è la morte, evocata come un pensiero quotidiano, un promemoria sussurrato dal nonno paterno. Non è cupo presagio, ma metronomo silenzioso: ricordare il limite per dare peso al gesto. Ricordare che il tempo è un regista severo. Ogni giorno una battuta in meno, ogni giorno un passo verso il buio oltre il riflettore. Ma proprio questa consapevolezza rende ogni gesto più urgente, ogni tratto più necessario. Perché ogni scena, prima o poi, si chiude. E il tempo non concede repliche.
L’idea di trovare “il proprio posto” nella società
Falcone non cerca l’allineamento. Lo osserva, lo disegna, lo mette sotto vetro. L’idea di trovare “il proprio posto” nella collettività si incrina: la società appare come una platea esigente, pronta ad applaudire o a voltarsi altrove. E allora la dichiarazione si fa limpida, quasi tagliente: «In fin dei conti, lo sponsor sono io». Un atto di autonomia, una firma tracciata con decisione sul margine della scena.
La mostra si terrà dal 24 al 27 febbraio nella Sala Consiliare del Comune di Castrovillari
L’inaugurazione si terrà martedì 24 febbraio alle ore 16:30, alla presenza del Sindaco Domenico Lo Polito, del Direttore del Sistema Museale Claudio Zicari e degli architetti Pierluigi Sammarro e Gaetano Di Gesu. La mostra è realizzata con il sostegno della Gas Pollino srl e del Comune di Castrovillari.
Orari:
- 24 febbraio, dalle 16:30 alle 19:00;
- 25, 26 e 27 febbraio negli orari comunali.
Entrare in questa mostra non significa semplicemente osservare dei disegni. Significa specchiarsi. Significa chiedersi se stiamo recitando o vivendo. Se tutto il mondo è un palcoscenico, il copione, forse, possiamo ancora riscriverlo.
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