sale a sette il numero degli indagati
Sostieni l’informazione libera a Venezia con il tuo 5×1000.
CF: 94073040274
Scopri come donare →
Si allarga l’inchiesta sulla tragica morte del piccolo Domenico Caliendo, deceduto sabato scorso all’ospedale Monaldi di Napoli dopo un controverso trapianto di cuore. Una dirigente della struttura ospedaliera partenopea si aggiunge ai sei sanitari già sotto indagine, portando a sette il totale degli indagati.
La vicenda assume contorni sempre più complessi mentre la famiglia, attraverso il proprio legale Francesco Petruzzi, chiede di riqualificare l’accusa da omicidio colposo a omicidio volontario con dolo eventuale. Una richiesta che evidenzia la gravità dei sospetti sulla gestione del caso.
Sostieni l’informazione libera a Venezia con il tuo 5×1000.
CF: 94073040274
Scopri come donare →
Particolare attenzione si concentra sui 45 giorni successivi all’intervento, periodo durante il quale, secondo l’avvocato Petruzzi, sarebbero state omesse procedure fondamentali come l’esecuzione di una TAC cerebrale. Un’omissione che solleva interrogativi sulla trasparenza nella gestione del paziente.
La Procura di Napoli, attraverso il sostituto procuratore Giuseppe Tittaferrante e il procuratore aggiunto Antonio Ricci, ha richiesto un incidente probatorio per cristallizzare le prove. La procedura includerà un’autopsia e una perizia medico-legale collegiale, con la decisione attesa nelle prossime 48 ore.
Tra i punti cruciali da chiarire figura la necessità effettiva del trapianto immediato. “Domenico non era moribondo, l’intervento poteva essere rinviato”, sostiene l’avvocato Petruzzi, che ha anche richiesto una misura cautelare per il cardiochirurgo responsabile dell’impianto. Emerge inoltre la questione del “cuore ghiacciato”, circostanza documentata in cartella clinica ma mai comunicata alla madre del bambino.
L’indagine dovrà far luce su ogni fase della procedura: dal prelievo al trasporto, dalla conservazione dell’organo fino alle scelte chirurgiche e terapeutiche adottate. Particolare attenzione verrà posta sulle tempistiche dell’equipe chirurgica e su eventuali alterazioni anatomiche e funzionali del muscolo cardiaco.
Patrizia Marcolino, madre di Domenico, chiede giustizia e verità sulla morte del figlio. Nel frattempo, l’ospedale Monaldi ha risposto alle accuse sulla presunta mancanza del diario di perfusione, affermando che il documento è stato regolarmente acquisito dall’autorità giudiziaria il 20 gennaio e consegnato alla famiglia il mese successivo.
Da Bolzano, dove è stato eseguito l’espianto, l’assessore alla Salute Hubert Messner difende l’operato dell’ospedale altoatesino, sostenendo che tutte le procedure sono state eseguite secondo protocollo. Al momento, nessun dipendente della struttura risulta coinvolto nell’indagine.
La vicenda solleva interrogativi cruciali sulla gestione dei trapianti pediatrici e sulla trasparenza delle procedure ospedaliere, mentre la magistratura prosegue negli accertamenti per fare piena luce sulle responsabilità di questa tragedia che ha spezzato una giovane vita.
Source link




