piano da 6 milioni per fermare le infiltrazioni nelle case popolari
Acqua che scivola lungo i solai, macchie di muffa che rendono le stanze insalubri e un degrado che si mangia i soffitti delle periferie.
Per migliaia di inquilini ERP (Edilizia Residenziale Pubblica), la pioggia non è solo un evento atmosferico, ma un incubo domestico.
Ora, il Campidoglio ha deciso di cambiare strategia: basta interventi “a chiamata” o rincorse alle emergenze dettate dal clamore mediatico.
La Giunta Gualtieri, su proposta dell’Assessore Tobia Zevi, ha dato il via libera a un piano strutturale per rifare i tetti delle case popolari.
I numeri: 6,5 milioni per 22mila metri quadri
L’operazione, approvata il 19 febbraio, mette sul piatto 6,5 milioni di euro per la prima fase.
L’obiettivo è imponente: partire dai primi 22.000 metri quadrati di lastrici solari per arrivare, a regime, a una riqualificazione totale di 100.000 metri quadrati.
Non si tratterà di semplici “rattoppi”, ma di interventi completi di impermeabilizzazione, rifacimento dei sistemi di scolo delle acque meteoriche e installazione di linee vita per la sicurezza dei futuri manutentori.
La mappa dei cantieri: si parte a maggio
Il cronoprogramma è fissato. Per evitare che il maltempo vanifichi i lavori, i primi operai saliranno sui tetti a maggio, con il ritorno della stagione secca.
La priorità assoluta è stata data agli edifici più datati e logori, distribuiti nei quartieri che da decenni attendono risposte:
Tor Bella Monaca: Largo Ferruccio Mengaroni, via della Tenuta di Torrenova, via Alberto Luthuli.
Don Bosco-Cinecittà: Viale Rolando Vignali, via Marco Dino Rossi.
Primavalle: Via Andersen, via Flaubert.
Quadrante Est: Colli Aniene (via Luigi Tamburrano) e Villaggio Falcone (via Gadola).
Altre aree: Piazza Bovio, via Camassei, via Caterina Usai, via Gonin, Piazza Aldo Bozzi, via Romagnoli.
“Un cambio di passo storico”
«Le infiltrazioni sono la principale causa di degrado e vanno affrontate alla radice», ha commentato l’Assessore alle Politiche Abitative Tobia Zevi. «Mettiamo in campo un’azione preventiva per colmare un ritardo storico, migliorando concretamente la vita di migliaia di famiglie».
Dello stesso avviso Yuri Trombetti, presidente della commissione Casa: «Il diritto all’abitare è anche il diritto a condizioni dignitose. Grazie al lavoro del dipartimento Patrimonio, oggi non parliamo di pezze, ma di una riqualificazione complessiva che i cittadini aspettavano da anni».
Il Comune rivendica i numeri di una crescita esponenziale dei cantieri: dai 1.000 del 2023 si è passati ai 1.900 previsti per il 2025.
Un “cambio di passo” che, nelle intenzioni dell’amministrazione, dovrebbe finalmente trasformare la gestione del patrimonio pubblico da una perenne emergenza a un’ordinaria e puntuale manutenzione.
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