Uccisa nel ristorante, in Lussemburgo il processo d’appello per l’omicidio di Sonia Di Pinto | isNews
In primo grado due condanne a 30 anni, ma la famiglia della donna, originaria di Petacciato, da sempre chiede giustizia e invoca l’ergastolo
CAMPOBASSO. Omicidio di Sonia Di Pinto, in corso in Lussemburgo il processo d’appello.
Davanti ai giudici del secondo grado i due giovani imputati condannati in primo grado a 30 anni di carcere per rapina e omicidio. Sonia Di Pinto, 46 anni, originaria di Petacciato, era stata uccisa il 17 aprile 2022, da due uomini con il volto coperto, che si erano nascosti nel ristorante di Kirchberg dove Sonia lavorava per rubare l’incasso. Uno di loro era un suo collega, quando Sonia lo aveva riconosciuto per lei era arrivata la fine. Violentissima l’aggressione, con i due che colpiscono Sonia ripetutamente alla testa, la strangolano e trascinano il corpo nel seminterrato accanto alla cassaforte, portando via circa 3.000 euro in contanti.
I giudici sottolineano nelle motivazioni la “crudeltà inaudita” e l’assoluta indifferenza” verso la vita della donna, ritenendo pienamente provata la responsabilità dei due per omicidio volontario aggravato dalla rapina. La difesa sostiene che la violenza sia stata un’escalation improvvisa, ma la corte giudica l’aggressione sproporzionata e premeditata.
Un terzo uomo, anche lui dipendente del ristorante, viene inizialmente arrestato per aver aperto la porta ai due aggressori. In primo grado viene assolto: i giudici ritengono che non fosse a conoscenza del piano criminale e che la sua presenza non abbia avuto alcun ruolo nell’omicidio.
La famiglia di Sonia si è sempre opposta alla condanna di primo grado, chiedendo da sempre giustizia e invocando l’ergastolo, mentre i due condannati hanno fatto appello per chiedere una pena meno severa. Toccherà ai giudici dell’Appello confermare o riformare la sentenza.
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