tutti i pugliesi al Festival
Da Domenico Modugno a Gino Lattila, passando per Nicola Di Bari e Anna Oxa, senza dimenticare Al Bano o Mietta. Sono soltanto alcuni dei volti pugliesi che hanno lasciato un segno indelebile a Sanremo e contribuito alla grande storia del Festival della canzone italiana. Il concorso musicale più celebre d’Italia, da sempre ospitato nella città dei fiori, cambia pelle nel corso dei decenni adattandosi alla società, abbraccia tanti conduttori e sposa più generi e tendenze popolari ma rende altresì internazionale il palco dell’Ariston, consacra carriere artistiche e promuove nel mondo la cultura musicale italiana.
Corre il 1951 quando, nella cornice del Casinò della città ligure, si tiene la primissima edizione della kermesse canora destinata a diventare un’istituzione della musica italiana. Ad inaugurare il palmares Nilla Pizzi che si impone come protagonista assoluta e conquista tutti con il brano “Grazie dei fiori”. Non meno protagonista tra i primi pugliesi è la voce di Gennaro Lattila, in arte Gino, che durante il primo decennio sanremese partecipa otto volte esordendo di fatto nella seconda edizione. Anima del Festival e padre di numerosi successi, conquista il grande pubblico nella quarta edizione (1954) assieme a Giorgio Consolini con la canzone “Tutte le mamme”.
Nato nel 1924 e cresciuto sotto l’influenza artistica del padre, il cantante di Bari inaugura un ventennio di dominio pugliese in quel di Sanremo. Infatti, a sbancare nella città ligure si aggiungono alla lista Franca Raimondi, da Monopoli, con “Aprite le finestre” (1956), e Patricia Carli, da Taranto, che in coppia con Gigliola Cinquetti vince con la canzone “Non ho l’età (per amarti)” (1964). Nel mezzo l’astro nascente che consegna al mondo un patrimonio inestimabile: Domenico Modugno. Esordisce (con il botto) nel 1958 vincendo il primo di quattro albi d’oro con l’intramontabile “Volare”, in featuring con Johnny Dorelli. Partecipa a ben undici edizioni scrivendo uno storico poker, record che condivide oggi con Claudio Villa. Dopo i versi che celebrano il ‘blu dipinto di blu’, l’anno immediatamente successivo sempre con Dorelli vince con “Piove”, e ancora nel 1962 con “Addio, addio” in coppia con l’amico Villa e nel 1966 con “Dio come ti amo” affiancato dalla voce di Gigliola Cinquetti.
Gli anni Settanta si aprirono con la consacrazione di Nicola Di Bari, al secolo Michele Scommegna. Il cantautore foggiano, originario di Zapponeta, debutta nel 1965 ma raccoglie un doppio successo soltanto nel 1971 quando sul palcoscenico dell’Ariston con Nada presentano il brano “Il cuore è uno zingaro” e nel 1972, da solista, con “I giorni dell’arcobaleno”.
Gli anni Ottanta e Novanta conoscono voci imponenti e, tra le più, quelle di Albano Carrisi e Anna Oxa. Il ‘leone’ di Cellino San Marco, esordiente nel 1968, partecipa alla kermesse per quindici volte (il suo il record di gettoni di presenze), il più delle volte con Romina Power. Ed è proprio con questa che nel 1984 vince a Sanremo con il brano “Ci sarà”. Dalla voce trasgressiva e la personalità camaleontica, la Oxa invece esordisce nel 1978, la prima di undici partecipazioni al Festival: a Bari porta il leoncino d’oro nel 1989 grazie a “Ti lascerò”, brano proposto con Fausto Leali, e nel 1999 con “Senza Pietà”.
Il nuovo secolo segnato dai successi di Emma Marrone ed Ermal Meta. La cantante salentina si consacra nella storia sanremese nell’edizione 2013 con la canzone “Non è l’inferno” mentre “Non mi avete fatto niente” del poeta e compositore barese, in armonia con la voce di Fabrizio Moro, raccoglie piena approvazione cinque anni dopo. A chiudere il palmares d’oro è però Diodato: il cantautore tarantino sbanca nel 2020 con “Fai rumore” in un Ariston orfano del suo pubblico a causa della pandemia.
NUOVE PROPOSTE – Nel 1984, anno della vittoria della coppia Power-Carrisi, nasce la categoria dedicata alle ‘Nuove proposte’. È un nuovo circuito di gara nel quale si annovereranno voci importanti, tra le quali quella di Mietta. Tuttavia, ad avviare l’albo della competizione parallela a quella dei ‘Big’ fu Cinzia Corrado, da Supersano, con “Niente di più” nel 1985. Quattro anni dopo fu, per l’appunto, la volta di Daniela Miglietta, in arte Mietta, che debutta in Liguria con “Canzoni” vincendo l’edizione del 1989 mentre la Oxa al fianco di Leali raccoglie il suo primo successo tra i grandi della musica italiana.
Gli anni Duemila si apre con il debutto vittorioso di Dolcenera (2003): la giovane artista di Galatina, al secolo Emanuela Trane, conquista l’Ariston con “Siamo tutti là fuori”. Dieci anni dopo, Antonio Maggio da San Pietro Vernotico vince con “Mi servirebbe sapere”. L’ultimo trionfo sanremese ha la firma da Gaudiano: è il 2021 quando il giovane autore foggiano esulta con la canzone “Polvere da sparo”.





