Ucraina, attacco con droni e missili a Odessa e Zaporizhzhia, vittime
Almeno tre persone sono morte e numerose sono rimaste ferite in seguito ad un attacco aereo con droni e missili condotto dalla Russia sull’Ucraina. A riferirlo sono le autorità locali. Due persone sono rimaste colpite da alcuni droni caduti nella regione di Odessa, come riferito dal governatore Oleg Kiper. Nello stesso incidente sono rimaste ferite altre tre persone. A Zaporizhzhia, un altro attacco su strutture industriali ha causato la morte di un 33enne e il ferimento di un’altra persona.
Zelensky: «Putin ha già scatenato la Terza Guerra Mondiale, va fermato»
Una Terza Guerra Mondiale «credo che Putin l’abbia già scatenata. La domanda è quanto territorio riuscirà a conquistare e come fermarlo… La Russia vuole imporre al mondo un diverso stile di vita e cambiare la vita che le persone hanno scelto per se stesse». Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in una lunga intervista rilasciata alla Bbc. La richiesta di cessione dei territori del Donetsk «non la considero semplicemente una questione di territorio. La vedo come un abbandono. E sono sicuro che dividerebbe la nostra società». Probabilmente, secondo Zelensky, questo soddisferebbe Putin «per un po’. Ma poi tornerebbe all’attacco, i nostri partner europei affermano che potrebbero volerci dai tre ai cinque anni».
«Credo che fermare Putin oggi e impedirgli di occupare l’Ucraina sia una vittoria per il mondo intero. Perché Putin non si fermerà all’Ucraina». Alla domanda se vittoria significa riavere tutto il territorio risponde: «Lo faremo. È solo questione di tempo». Al momento, spiega, gli mancano uomini e armi, «quindi, al momento, non è possibile, ma tornare ai giusti confini del 1991 senza dubbio non è solo una vittoria, è giustizia».
Zelensky ha affermato di non aver ancora deciso se ricandidarsi, in caso di elezioni: «Potrei candidarmi e potrei anche non candidarmi». «Oggi il problema è la difesa aerea. Questo è il problema più difficile – ha detto inoltre – Sfortunatamente, i nostri partner non ci concedono ancora le licenze per produrre noi stessi sistemi, ad esempio i sistemi Patriot, o persino missili per i sistemi che già possediamo. Finora, non abbiamo ottenuto risultati positivi in questo».
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