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7000 passi al giorno bastano per la salute, sfatato il mito dei 10mila

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Il famoso obiettivo dei 10mila passi giornalieri, considerato da molti lo standard aureo per mantenersi in salute, potrebbe essere eccessivo. Una nuova ricerca pubblicata su Lancet Public Health rivela che bastano 7000 passi al giorno per ottenere significativi benefici per la salute, in particolare per cuore e cervello.

Lo studio, che ha analizzato i dati relativi all’attività fisica di 160mila adulti in diversi paesi, riportato in Italia da AdnKronos, mette in discussione una convinzione radicata ma priva di reale fondamento scientifico. “La percezione che dovremmo fare 10mila passi al giorno non è basata su elementi concreti”, spiega la professoressa Melody Ding, autrice principale della ricerca.

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L’origine del mito dei 10mila passi risale agli anni ’60, quando venne lanciato in Giappone come slogan commerciale prima delle Olimpiadi di Tokyo 1964. Questa cifra, equivalente a circa 8 chilometri, è diventata nel tempo un riferimento universale, seppur arbitrario.

I risultati della ricerca mostrano che raggiungere quota 7000 passi quotidiani è sufficiente per ridurre significativamente i rischi legati a diverse patologie, tra cui malattie cardiache, cancro e demenza. Un dato particolarmente incoraggiante emerge per chi non riesce a raggiungere nemmeno questa soglia: anche 4000 passi al giorno possono contribuire a migliorare il quadro generale della salute.

“È un obiettivo più realistico e raggiungibile”, commenta il professor Daniel Bailey della Brunel University di Londra, sottolineando come il nuovo studio sfati definitivamente il mito dei 10mila passi. Superare la soglia dei 7000 non sembra portare benefici sostanziali aggiuntivi, eccetto per una ulteriore riduzione del rischio di demenza.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) adotta un approccio diverso, raccomandando 150 minuti di attività aerobica moderata o 75 minuti di attività intensa a settimana, senza specificare un numero preciso di passi. Come sottolinea la professoressa Ding, questa indicazione tiene conto di chi pratica altre attività fisiche come nuoto o ciclismo, o di chi ha limitazioni fisiche che impediscono la deambulazione.

Particolarmente rilevante è l’impatto di queste scoperte per le persone anziane o affette da patologie croniche. Il professor Azeem Majeed dell’Imperial College di Londra evidenzia come, per questi soggetti, anche una camminata apparentemente poco impegnativa possa rappresentare uno sforzo significativo.

La ricerca offre quindi una prospettiva più realistica e inclusiva sull’attività fisica quotidiana. Il messaggio chiave è che anche un obiettivo più modesto di passi giornalieri può avere effetti benefici sulla salute. Questo potrebbe incoraggiare più persone a intraprendere un’attività fisica regolare, sapendo che non è necessario raggiungere traguardi eccessivamente ambiziosi per ottenere benefici tangibili.

La variabilità individuale gioca un ruolo importante: la distanza effettiva percorsa cambia in base all’altezza, al sesso e alla velocità della camminata. Chi procede più rapidamente tende naturalmente ad allungare il passo, coprendo distanze maggiori con lo stesso numero di passi.


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