Marche

Il maggiore Emiliani nell’albo d’oro dei Caduti. Prima di morire riuscì a mettere in salvo numerose famiglie


MONTEGIORGIO Dopo più di 80 anni dalla morte, il maggiore Simone Rinaldi Emiliani di Montegiorgio ottiene finalmente il riconoscimento che meritava. L’Opera Nazionale per i Caduti senza Croce, con sede a Roma, ha infatti decretato il suo inserimento nell’Albo d’Oro dei Caduti senza Croce custodito nel Sacrario di Monte Zurrone, a Roccaraso. Una decisione ufficializzata con una comunicazione indirizzata al sindaco Michele Ortenzi, all’Associazione Combattenti e Reduci, a lui intitolata, e al nipote dell’eroe, Simone Gentili. Per Montegiorgio si tratta di una notizia di grande valore civile e identitario. Il Maggiore Rinaldi Emiliani, comandante del VI Gruppo Lancieri Arussi, nato a Montegiorgio il 3 luglio del 1893, cadde in Etiopia il 4 aprile 1941 mentre scortava un convoglio di famiglie italiane dirette ad Addis Abeba per il rimpatrio.

Il corpo mai ritrovato

Il suo corpo non venne mai ritrovato, lasciando per decenni un vuoto nella memoria collettiva e nella storia militare locale. Determinante, per arrivare a questo traguardo, è stato il lavoro di ricerca del generale Anselmo Donnari, presidente onorario della Sezione Combattenti e Reduci di Montegiorgio, che da anni ricostruisce con precisione la vicenda dell’ufficiale.

«Mi auguro che a giugno, quando al Sacrario verrà scoperto il cippo con il suo nome, da Montegiorgio partano interi pullman di cittadini – auspica il generale –. È un eroe che merita un ricordo perenne, da trasmettere alle nuove generazion».. Negli ultimi anni l’Associazione Combattenti e Reduci, guidata da Roberto Marziali, aveva già dedicato diverse iniziative alla sua memoria: nel 2024 una cerimonia al cippo di famiglia al cimitero di Montegiorgio e, nel 2025, un convegno con interventi qualificati che hanno inquadrato il contesto storico e il valore dell’ultima, disperata carica con cui il maggiore tentò di mettere in salvo le famiglie affidate alla sua protezione. Un racconto ricostruito con grande intensità proprio dal generale Donnari, che sta anche completando un volume dedicato alla sua figura.

«La nostra comunità è orgogliosa di avere tra i suoi figli un uomo dal senso dell’onore e del dovere così alto da spingersi fino all’estremo sacrificio – sottolinea Donnari –. Continueremo ogni anno a ricordarlo e a tramandarne la memoria.» Il riconoscimento di Caduto senza Croce e la futura collocazione del cippo commemorativo nel Sacrario di Monte Zurrone rappresentano dunque il compimento di un percorso lungo e sentito.




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