Basilicata

Al via la II edizione del festival Rovito InCanto

Festival Rovito InCanto 2026: la seconda edizione prende il via domenica 22 febbraio, offrendo cinque serate tra musica, teatro e arte.


ROVITO (COSENZA) – Domenica 22 febbraio Rovito si prepara a un nuovo abbraccio con la musica e l’arte: prende il via la II edizione del Festival Rovito InCanto, la rassegna che lo scorso anno ha registrato il tutto esaurito e quest’anno promette di moltiplicare le emozioni. Diretto da Rosa Mazzei, sostenuto dal vicesindaco Elena Guzzo e dal sindaco Giuseppe De Santis, , la kermesse è uno spazio dove generazioni e culture si incontrano, e dove il teatro diventa laboratorio di esperienze sensoriali, contaminazione di suoni, voci e gesti scenici.

Cinque serate, cinque mondi da esplorare. Rovito InCanto non è solo un festival, ma un viaggio attraverso la musica nelle sue forme più autentiche e sorprendenti. Si parte dal jazz innovativo di giovani talenti calabresi, si attraversa Napoli con l’omaggio a Pino Daniele, si esplora il dialogo tra classico e flamenco, ci si lascia trasportare dalla voce poliedrica di Albert Hera, per poi chiudere con la lirica di Pergolesi, che ricorda quanto il teatro e la musica siano specchi delle nostre emozioni e della vita stessa. Un’occasione per lasciarsi travolgere dall’arte nella sua complessità, dalla bellezza della contaminazione culturale, e dalla potenza di storie che parlano al cuore e alla memoria.

Rovito InCanto 2026: ad aprire la seconda edizione sarà il jazz contemporaneo di Veronica Parrilla & Carlo Maria Manna Quartet

Il sipario si alza con Veronica Parrilla & Carlo Maria Manna Quartet, un gruppo giovane e innovativo che propone il progetto “Above All”. Il quartetto è un dialogo tra mondi sonori diversi: jazz, armonie cromatiche e composizioni originali si fondono in un’esperienza unica. Veronica Parrilla, con voce e testi, dialoga con il pianoforte di Carlo Maria Manna, il basso elettrico di Giuseppe Gugliotta e la batteria di Francesco Borrelli, trasformando ogni brano in un racconto musicale capace di sorprendere. L’obiettivo è rendere tangibile la bellezza del patrimonio jazzistico, esaltando la diversità, la creatività e l’innovazione attraverso un linguaggio sonoro mai convenzionale.

Un omaggio all’anima di Napoli: “Tutta n’ata storia”

L’8 marzo Rovito rende omaggio a Pino Daniele con “Tutta n’ata storia”. Un viaggio nell’anima di uno degli artisti più amati della musica italiana. Pianoforte, chitarre, basso, sassofono e percussioni accompagnano la voce di Gianluca Paciola, in un percorso fatto di nostalgia, energia e passione. Sul palco, la magia nasce dall’incontro di musicisti esperti come Diego Altomare, Antonio Castrovillari, Ivan Volpentesta, Francesco Tiesi e la direzione artistica di Michele Orlando. Un racconto musicale che intreccia ricordi ed emozioni universali.

Dal classico al flamenco: la fusione culturale del Brutium Guitar Trio

Il 19 aprile il festival si tinge di sonorità internazionali con il Brutium Guitar Trio, accompagnato dalla voce del mezzosoprano argentino Teresa Musacchio e dalla narrazione teatrale dell’attore Pasquale Anselmo, doppiatore di Nicholas Cage. Lo spettacolo “Dal classico al flamenco” attraversa il repertorio italiano di Rossini e Gragnani fino ai ritmi e colori della Spagna e del Sudamerica, con brani di Albéniz, Granados e Obradors. Le nacchere, utilizzate in alcune esecuzioni, aggiungono un tocco di percussione naturale, sottolineando la fusione tra tecnica classica e passione flamenca.

Albert Hera e la voce che diventa orchestra

Il 3 maggio sarà la volta di Albert Hera con “Soundteller”, un concerto in cui la voce diventa strumento e orchestra allo stesso tempo. Ispirato alla figura del griot africano, Hera costruisce paesaggi sonori in tempo reale con la loopstation RC505, attraversando stili diversi: dal rigore della musica classica alla libertà del jazz, dalle radici del blues alla ricchezza della world music, fino a incursioni nell’elettronica e nella sperimentazione. Ogni performance è un dialogo diretto con il pubblico, dove emozione e tecnica si fondono in un’esperienza sonora totale.

La chiusura lirica: “La serva padrona” di Pergolesi

Il festival si concluderà giovedì 21 maggio con la celebre opera buffa “La serva padrona” di G. Pergolesi. Con Alessandro Scanderbeg (Uberto), Rosaria Buscemi (Rosina) e Gabriella Spadafora (Vespone), accompagnati al pianoforte dal maestro Andrea Bauleo, la produzione combina leggerezza comica e riflessione sociale. Trecento anni dopo, l’opera resta attuale: seduzione, denaro e condizione sociale si intrecciano in una storia universale di ribaltamento e affermazione personale.


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