Puglia

danni all’ambiente per ottenere più profitto


BRINDISI – Da un lato, la Bri.Ecologica – o, meglio, i suoi vertici – avrebbe “barato” sulla qualificazione dei rifiuti destinati alla Bulgaria e alla Grecia per risparmiare e ottenere più profitti. Dall’altro, questa condotta avrebbe cagionato danni all’ambiente. Lo scrive il gip del tribunale di Lecce Francesco Valente, motivando le misure cautelari a carico di sei indagati nell’ambito di un’inchiesta del Noe, coordinata dalla pm Carmen Ruggiero della Dda di Lecce. Si parla di un presunto traffico illecito di rifiuti.

Sei indagati in carcere e due ai domiciliari

Gli interrogatori si sono già svolti, erano quelli preventivi. Venerdì mattina sono stati condotti in carcere sei indagati (due risultano irreperibili), per altri due sono stati disposti i domiciliari. Ancora: sigilli a due società, automezzi e sequestro per equivalente di 278 mila euro. Ci sono 14 indagati, tra i quali spicca anche il nome della vicesindaca di Brindisi Giuliana Tedesco (in stato di libertà, all’epoca dei fatti non ricopriva incarichi politici). La sua posizione è marginale rispetto al “cuore” dell’indagine, ma il caso potrebbe diventare politico, fermo restando che le indagini non sono chiuse. Gli indagati sono difesi, tra gli altri, dagli avvocati Massimo Manfreda, Karin Pantaleo e Vincenzo Farina.

Rifiuti trattati senza le corrette procedure

Secondo l’indagine della pm Ruggiero e condotta dai militari del Nucleo Operativo Ecologico (Noe) dei carabinieri, il modus agendi sarebbe lineare. In breve: la Bri.Ecologica avrebbe, dal 2020, trasportato verso l’Est Europa rifiuti speciali non pericolosi, trattati senza le relative e corrette procedure, più onerose. Avvalendosi di chimici di laboratori analisi, trasportatori e altri operatori della filiera che “chiudevano un occhio”. Alcuni indagati avrebbero fatto risultare i rifiuti “plastiche miste”, quando in realtà le balle contenevano diversi altri materiali.

Presunta associazione per il traffico di rifiuti

A otto indagati viene contestato il reato associativo in materia di traffico illecito di rifiuti. Il “dominus”, per la Dda, sarebbe il 48enne brindisino Cosimo Roma, gestore di fatto della Bri.Ecologica e della Eliaura Servizi. La legale rappresentante della prima azienda è la 45enne brindisina Manuela Milano, mentre della seconda è la 28enne Aurora Roma, figlia di Cosimo. Suo marito, il 29enne Danilo Conte, in qualità di coordinatore degli operai sarebbe una sorta di factotum del gestore di fatto delle due aziende. 

Le altre contestazioni

Poi, undici indagati devono rispondere di attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti, in violazione delle norme in materia; due chimici di laboratorio avrebbero redatto certificazioni di analisi mendaci; cinque devono rispondere di falsità ideologica in certificati; sette di falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico (è l’accusa contestata a Tedesco); ci sono infine due altre accuse di falso, contestate in un caso a quattro, nell’altro a tre indagati.

Tutto comincia con una “visita” del Noe

L’indagine prende le mosse da una “visita” del Noe presso l’azienda, situata alla zona industriale di Brindisi. Era il 19 aprile 2023. Una premessa: la Bri.Ecologica si occupa del recupero di rifiuti speciali, grazie a una autorizzazione della Provincia, del 2016. I carabinieri quel giorno riscontrarono diverse anomalie, prima tra tutte i rifiuti stoccati in maniera disordinata nel piazzale. E, soprattutto, i carabinieri notarono una serie di “impurità”: cioè, non c’erano solo plastica o gomma. Ancora: i rifiuti in giacenza corrispondevano a 1.163 tonnellate, a fronte di una giacenza istantanea massima di 525 tonnellate. Insomma, scattano diversi dubbi.

L’indagine e il sequestro dei mezzi

Un passo in avanti: nel maggio 2024, a Costa Morena, ci fu un sequestro di mezzi. Diretti alla volta della Bulgaria, trasportavano rifiuti su incarico della Bri.Ecologica. In questo arco di tempo, la Dda ha ricostruito quelli che ritiene essere illeciti in materia di rifiuti. Con “aderenze” varie per evitare i controlli al porto, per esempio. Avvalendosi di alcuni chimici di laboratorio pronti ad attestare una diversa composizione dei rifiuti, quando – scrive il gip – bastava uno sguardo per capire che non erano solo plastiche o gomma, come da dichiarazioni. Cosa succedeva ai rifiuti giunti all’estero? Secondo l’indagine, invece di essere sottoposti alle attività di trattamento previste, erano stoccati e abbandonati all’interno di capannoni.

Il risparmio sui rifiuti: 278 mila euro in 4 anni e mezzo

Nelle oltre 500 pagine di ordinanza di custodia cautelare, ci sono tanti elementi – documentali e fotografici – che hanno convinto il gip a disporre le misure. Ci sono le intercettazioni: in una due indagati spiegano che un’altra azienda si avvaleva di “dichiarazioni in bianco” sui rifiuti. Sempre per risparmiare, dunque lucrare. E la Bri.Ecologica? Avrebbe risparmiato dal 2020 al maggio 2024 qualcosa come 278 mila euro e spicci, la somma oggetto di sequestro per equivalente. Come? Avrebbe, in soldoni, “barato” sulla tipologia. Per il giudice avrebbero anche utilizzato metodi più brutali per sbarazzarsi dei rifiuti: tipo approfittare di un incendio scoppiato in un’azienda vicina. 

L’incendio alla zona industriale del novembre 2024

Cosimo Roma, Manuela Milano e Danilo Conte, tra l’altro, devono affrontare un processo per il rogo alla zona industriale di Brindisi del 2024. I primi due avrebbero violato una norma del Testo Unico Ambientale. Nel deposito erano stoccati “in modo incontrollato rifiuti speciali non pericolosi”, viene specificato nel capo d’imputazione. Il quantitativo sarebbe stato superiore a quello consentito. Conte, infine, avrebbe appiccato il fuoco a un cumulo di rifiuti presenti nel deposito della Bri Ecologica, mentre l’altro incendio era in corso. Ora devono rispondere anche delle accuse mosse in questa indagine.

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