Con la riforma sgretoleremo il sistema delle correnti

Tappa modenese per il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, che nel primo pomeriggio di oggi è stato ospite di Fratelli d’Italia all’hotel Baia del Re, nell’ambito di una serie di incontri tenutisi in regione per presentare le ragioni del Sì al referendum. Ad accogliere il Ministro sono stati il senatore Michele Barcaiuolo, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia in Emilia-Romagna, e l’onorevole Dondi insieme ai consiglieri regionali Arletti e Pulitanó e il capogruppo in comune Luca Negrini, promotori dell’iniziativa.
Barcaiuolo ha sottolineato la forte partecipazione registrata e l’impegno del partito in vista del referendum, che ha programmato 40 incontri in provincia: “Siamo pronti ad andare porta a porta per spiegare le ragioni di un Sì che migliorerà la giustizia e renderà il sistema più equilibrato e trasparente, liberando la magistratura dal potere delle correnti e rendendola più libera e autonoma. Spiegheremo la riforma in tutta la provincia. Ad oggi, sono già stati pianificati più di 40 incontri in provincia in vista del voto”.
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Nel corso dell’incontro, il Ministro Nordio ha illustrato “in termini pacati, razionali e non polemici”, come ha voluto sottolineare, i punti fondamentali della riforma costituzionale, soffermandosi in particolare sulla separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e requirenti, sulla creazione di due distinti Consigli Superiori della Magistratura, sull’introduzione del sorteggio per la scelta dei componenti e sull’istituzione di un’Alta Corte disciplinare.
“La separazione delle carriere – ha spiegato il Ministro Nordio – rappresenta l’attuazione concreta del principio del giudice terzo e imparziale previsto dall’articolo 111 della Costituzione. Con due distinti CSM e con il sistema del sorteggio, si potranno superare le logiche correntizie che hanno condizionato per troppo tempo la magistratura e la spartizione del potere per ragioni di appartenenza ideologica e non di merito, mentre l’Alta Corte disciplinare garantirà che i magistrati siano giudicati da un organo realmente terzo, come capita a tutti i cittadini. Si tratta di una riforma di buonsenso, fondata su principi che per anni sono stati condivisi trasversalmente, anche a sinistra, e che rafforzeranno l’autonomia e l’indipendenza della magistratura”.
Centrale il tema del futuro della magistratura, con Nordio che ha più volte citato l’Anm. In merito a questo aspetto, per il ministro l’effetto più diretto della riforma “è quello di sgretolare il sistema delle correnti che ha portato alla degenerazione denunciata da molti, che ha avuto il suo culmine nello scandalo Palamara”.
E sulle prospettive del voto e del post voto, il Guardasigilli ha spiegato: “Sono convinto che vinca il sì, ma se vincesse il no il governo andrebbe avanti e sarà giudicato alle elezioni politiche. Per questo, invito anche i modenesi a informarsi ed esprimere un voto solo sul merito della riforma; perché è su quello che si vota”.
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