Cultura

From The Guts Of Essaira: Bologna sotterranea :: Le Recensioni di OndaRock

Punkstrial dalle viscere della Bologna sotterranea. E da dove sarebbe potuto provenire altrimenti? Essaira prende corpo nel 2023 dal sodalizio creativo della cantante e performer Paola Paganotto con i musicisti Angelo “Gelo” Casarrubia (chitarra ed effetti) e Nico Pasquini (chitarra e synth), attivi con svariati progetti nella città felsinea, che sulla scia del periodo post-Covid e del clima di grande incertezza, caratterizzato da una moltitudine di eventi per nulla rassicuranti a livello politico, sociale e ambientale, iniziano a scrivere canzoni per esorcizzare quei timori, mettendoli nero su bianco. Il risultato della lunga gestazione, costellata da una nutrita quantità di live, si è tradotto nell’istintivo “From The Guts Of Essaira”, che unisce l’Ebm e le influenze electro dei PVA, le sferzate industrial e noise degli astri nascenti Mandy, Indiana e mantra ossessivi e stratificati intonati da Paganotto in forma di spoken word disturbante à-la Throbbing Gristle di “D.O.A. The Third And Final Report Of Throbbing Gristle”, echeggiando da lontano finanche le litanie diaboliche e viscerali di Diamanda Galás.

L’opera è animata dai guizzi cardiaci robotizzati di “Avoidant”, elettrocardiogramma che viaggia sui versi scuri e perentori di Paganotto, fino alle serpeggianti spire industrial di “De-skulled” e al lamento ipnotico e cantilenato di “Dramla”, deflagrando nelle interferenze elettrificate di “Gaslight”, che richiamano vagamente alcune sperimentazioni effettuate dai Gilla Band in “The Talkies”. Una delle vette è rappresentata dai passaggi minimali di “Gemin-i”, perfetta introduzione agli oscuri e taglienti vezzi pseudo-dance del grintoso pezzo forte “Xirxe”, che cela velate memorie goth e inneggia fieramente alla natura selvaggia della femminilità, libera di poter rivendicare le proprie scelte e soprattutto libera dal controllo dell’uomo.

La suadente “Not” fa riprendere fiato verso un’altra vetta segnata dai moti ondeggianti, i ritmi e i beat di “Deli”, mentre i sussurri del breve intermezzo “The Wheel Of Fortune” fungono da anticamera alla ridondante invettiva finale “I.I.C.”, sigla di “Indifference Is Complicity” che, giunti a questo punto, non necessita di ulteriori spiegazioni pensando al piano sociale odierno. Essenza dell’underground che lotta strenuamente con le unghie e con i denti per sopravvivere, i frammenti acuminati lanciati da “From The Guts Of Essaira” compongono un collage in netta opposizione a un’epoca complessa che (ora più che mai) sembra voler tentare di cancellare (o omologare) a tutti i costi ciò che è visto come realmente alternativo, “altro” e quindi in qualche maniera mostruoso.

20/02/2026




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