Laives, furti in serie in via Negrelli: indagano i carabinieri – Cronaca
LAIVES. Una serie di furti messi a segno nei giorni scorsi (dei quali si ha notizia solo ora) hanno messo in allarme i residenti delle case di via Negrelli, a Laives. In particolare, i ladri sono riusciti ad entrare in alcuni appartamenti affacciati su una laterale di via Negrelli, una stradina che corre parallelamente all’argine del rio Vallarsa, asportando qualche oggetto per poi dileguarsi. Non è stata resa nota l’entità dei valori rubati. I carabinieri stanno indagando per cercare di risalire agli autori dei furti. Naturalmente la notizia ha rinnovato l’allarme fra i cittadini, che temono il ripetersi di qualche raid ladresco come era già successo in passato, quando alcuni alloggi privati erano stati presi di mira dai ladri un po’ in tutte le zone della città.
Le forze dell’ordine raccomandano di prestare attenzione nel caso in cui si dovessero notare movimenti sospetti attorno alle case e di non esitare a segnalarli (non solo sui social), affinché possano scattare tempestivamente i controlli. Anche a Laives talvolta sui social vengono denunciati furti, in particolare di biciclette di un certo valore sottratte anche dai garage dove vengono custodite. È consigliato, se possibile, di dotarsi di un impianto di allarme adeguato e di non lasciare finestre o portefinestre aperte quando si esce di casa, anche ai primi piani dei condomini. Inoltre, non è opportuno fare sapere sui social se si è in vacanza o assenti per altri motivi, perché per i malintenzionati è la conferma che in casa non c’è nessuno.
Anche nel variegato settore delle truffe i malintenzionati architettano sistemi sempre nuovi. Recentemente, ad esempio, è dovuta intervenire l’assessora al sociale Debora Pasquazzo per sottolineare che una sedicente raccolta fondi porta a porta da destinare alla beneficenza non aveva nulla a che vedere con il Comune di Laives. Gli enti pubblici riconosciuti non effettuano raccolte di fondi in questa maniera, così come le banche non telefonano a casa per chiedere dati personali, come è successo a qualche residente che ha ricevuto via e-mail queste richieste, con tanto di intestazione e numero telefonico di una banca. Si tratta di tentativi di truffa: la raccomandazione è sempre quella di non fornire mai i propri dati personali o i dati del proprio conto.




